Domenica 15 Novembre 2009

L'ItalFoppa supera il Giappone
La Grand Champions Cup è sua

ITALIA-GIAPPONE 3-1
Parziali: 32-30, 25-22, 24-26, 25-18.
ITALIA: Lo Bianco 3, Del Core 17, Barazza 9, Ortolani 1, Piccinini 18, Gioli 17. Libero: Cardullo. Bosetti 13, Arrighetti. Non entrate: Rondon, Sirressi, Barcellini. All. Barbolini.
GIAPPONE: Takeshita 1, Inoue 5, Araki 20, Kimura 13, Yamaguchi 9, Sakashita 12. Libero: Sano. Shoji 4, Tominaga, Hamaguchi, Ishida 8. Non entrata: Kurihara. All. Manabe.
Arbitri: Bijelic (Serbia) e Zenovich (Russia).
Note: spettatori 8 mila circa. Durata set: 33', 26', 28', 25', totale 1h52'. Italia: bs 6, a 3, mv 21, et 24. Giappone: bs 9, a 4, mv 7, et 28.

L'ItalFoppa concede solo un set al Giappone e trionfa nella Grand Champions Cup con cinque vittorie nelle cinque partite disputate. Le azzurre hanno completato l'opera, hanno battuto le asiatiche a conclusione di quattro set giocati senza mai riprendere fiato.

Un grande successo meritato da una squadra che una volta di più ha dimostrato di aver classe e cuore, e di riuscire ad arrivare anche quando la fatica rischia di prendere il sopravvento. Azzurre ancora sul gradino più alto del podio per la quarta volta nella stagione, dominata con un «percorso netto» dall'Italia di Massimo Barbolini prima ai Giochi del Mediterraneo, prima alle Universiadi, prima all'Europeo e prima nella Grand Champions Cup, la Coppa dei Campioni. Un trionfo che è anche mezzo bergamasco considerando che sei azzurre giocano nella Foppapedretti.

Le azzurre erano obbligate a vincere per mettersi la medaglia d'oro al collo, dall'altra parte della rete un Giappone che si giocava a sua volta il tutto per tutto per salire sul podio davanti al pubblico amico Si è visto un match in cui la difesa l'ha fatta da padrone.

Se quella nipponica è da sempre celebrata, le ragazze di Manabe sono state semplicemente eccezionali nei salvataggi, quella dell'Italia non lo è altrettanto. Ma stavolta le giocatrici di Barbolini hanno interpretato al meglio la filosofia del ct e non hanno lasciato nulla d'intentato recuperando in difesa ciò che non sempre riuscivano a fare in attacco.

Grande spettacolo, pubblico di casa esaltato, ma alla fine ha vinto l'Italia di Eleonora Lo Bianco, regista per cui non si trovano più aggettivi, di Francesca Piccinini, per lunghi tratti vero bomber azzurro, di Simona Gioli, sempre pronta a chiudere i palloni più difficili, di Jenny Barazza, una centrale davvero completa e che nel momento decisivo ha saputo giocare in palleggio con estrema precisione, di Paola Cardullo, il miglior libero del mondo come la chiama il nostro ct, soprattutto l'Italia di Antonella Del Core, che per buona parte del torneo ha stentato ma alla fine è stata semplicemente superlativa siglando sei degli ultimi nove punti azzurri, e di Lucia Bosetti, piccola grande campionessa esplosa qui in Giappone che si è permessa il lusso, lei che misura soltanto 176 cm, di mettere a segno ben sette muri punto insieme a un mare di difese, di attacchi e di ricezioni.

Primo set palpitante e interminabile. L'Italia non parte bene e il Giappone difende l'impossibile, sbagliando quasi nulla in fase offensiva. Padrone di casa avanti 16-11, nel frattempo Barbolini aveva inserito Bosetti per Ortolani e proprio il giovane talento della Foppa spinge le campionesse d'Europa verso il pareggio, con tre punti quasi consecutivi. L'Italia passa in vantaggio 18-17, ma il Giappone allunga ancora ed arriva a condurre 24-21, l'Italia annulla ben sei palle set, poi non ne sfrutta tre, ma alla fine con un muro della Gioli s'impone 32-30.

Di slancio l'Italia allunga all'inizio del secondo (5-1), ma il sestetto nipponico continua a lottare, anche se il suo rendimento in difesa cala. Le azzurre si ritrovano nel finale passando dal 19-19 al 24-20 e firmano con Piccinini il secondo set 25-22.

Nel terzo set le azzurre tentano di chiudere il match, ma i loro allunghi nel punteggio sono più volte annullati dal Giappone, che finisce con l'imporsi 26-24. La partita rischia di cambiare padrone nella quarta frazione. Il Giappone non dà segni di cedimento, anzi si porta in vantaggio di quattro lunghezze, 13-9. L'Italia trova grandi difficoltà a salire in cattedra, ma diviene protagonista Antonella Del Core che sigla punti a ripetizione, sei degli ultimi nove e l'Italia s'impone 25-18 vincendo il match per 3-1.

Il commento del ct Massimo Barbolini: «Quest'ultima gara è stata lo specchio di tutto il torneo: veramente dura. Noi siamo venuti qui con poca preparazione, ma la squadra ha saputo trovare risorse psicofisiche per concludere nella migliore delle maniere una stagione da incorniciare. Voglio dire ancora una volta che ho a disposizione una squadra eccezionale, delle ragazze pronte a qualsiasi sacrificio per questa maglia. Sono delle grandi giocatrici, ma anche delle grandi persone».

Felice anche Simona Gioli: «Si è concluso un torneo che è stato molto faticoso. Che dire dei premi individuali, quello come miglior schiacciatrice viene dai numeri espressi in campo. Per quello più bello come Mvp, devo dire grazie anche alle mie compagne, perché mai come questa volta abbiamo vinto come squadra».

Sulla stessa lunghezza d'onda Francesca Piccinini: «Un trionfo meritato, arrivato grazie a una vittoria in una partita difficilissima. Stavolta è stata veramente dura, loro hanno difeso moltissimo, noi abbiamo difeso tantissimo. Sono contenta che alla fine ce l'abbiamo fatta ad avere la meglio, ce lo meritavamo». La manifestazione aveva un montepremi complessivo di 1 milione di dollari, di cui 300 mila sono andati all'Italia squadra vincitrice.

m.sanfilippo

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