Il messaggio di Flavio Carera:
«Rilanciamo il basket a Bergamo»

Identificare il basket orobico nella Blu Basket Treviglio (dalla scorsa estate sponsorizzata Comark) non è, del tutto, fuori luogo. Società finanziariamente solida e ben organizzata (ai vertici il presidente Piervincenzo Mazza e il general manager Euclide Insogna) e con la squadra da anni nella terza divisione della pallacanestro nazionale.

Al sodalizio della Bassa, inoltre, l'inconfutabile merito di aver cementato sul territorio il pallone a spicchi a un discreto livello dopo i fulminei raggi di sole da parte delle pur mai dimenticate Alpe (serie A1) e Celana (Legadue). Fin qui i palpabili aspetti positivi che ci regala la realtà trevigliese.

Un tema, questo, non del tutto casuale. Spunto della riflessione è figlio del recente telegrafico messaggio inviatoci dall'ex campione della nazionale Flavio Carera che recita «Rilanciamo il basket a Bergamo», corredato dalla foto che ritrae una fase di Alpe-Livorno del 1980 sul parquet del palasport cittadino stipato di spettatori (per la cronaca oltre 3.000).

Riteniamo, quella di Carera, oggi quarantasettenne, ancora molto legato a Bergamo, una stimolante provocazione e, magari, non solo. Nel darne rigoroso seguito è il caso di riproporre, in tema di cifre, le 1.500 persone sulle scalinate, sempre dell'arena di Bergamo in occasione del derby di serie C regionale tra Lussana e Excelsior.

Da tener presente che al PalaFacchetti, tre domeniche fa, alla sfida di cartello tra Comark e Forlì (seconda forza del campionato di serie A dilettanti) assistettero in circa 1.700 persone. Se tanto ci dà tanto globalmente il bacino di utenza da noi supera di gran lunga il numero di appassionati che mediamente son soliti prendere posto nella pur invitante struttura sportiva di Treviglio.

Soluzioni o, quanto meno, proposte in vista? Al momento pare non ne esistano, anche se da tempo il già citato Insogna si danna per promuovere iniziative per allargare il più possibile la mappa degli appassionati di basket. Risultati di rilievo, però, non se ne registrano a meno che ci si accontenti della politica dei piccoli, piccoli passi.
 Arturo Zambaldo

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