Atalanta, anche al Tardini
si son visti i problemi di sempre

Atalanta, anche al Tardini si son visti i problemi di sempre
C'è differenza tra la prestazione offerta dai nerazzurri due domeniche or sono contro l' Udinese e quella di a Parma? Praticamente no, salvo che con l'undici friulano almeno un punticino lo si era incasellato. Anche contro l'undici dell'ex Guidolin sono, purtroppo, venuti impietosamente alla luce i problemi di sempre: la difesa, tutto sommato, se la cava; a centro campo è molto difficile vedere giocate illuminanti; mani nei capelli in fase risolutiva.

Evidentemente, visto che alla resa dei conti il copione non accenna a mutare, ci sembra il caso di sentenziare che non si tratti di modulo. Lino Mutti al Tardini ha cambiato la disposizione tattica in campo senza, però, ricavarne alcunché. Se, poi, ci si mette capitan Doni a non saper controllare i nervi, abbandonando così la nave, subito dopo il vantaggio dei locali e quando mancavano oltre venticinque minuti alla fine, come si sarebbe potuto sperare in una rimonta, sino a quell'istante, nemmeno sulla carta impossibile?

Certo si dirà che l'impegno non ha difettato, ma c'è impegno e impegno, specie da parte di chi dovrebbe essere oltremodo affamato come lo sono i giocatori atalantini. Perdendo in Emilia è, inoltre, scattato l'ulteriore allarme relativo all'ultimo posto in classifica a braccetto con il Siena e con il terz'ultimo Livorno che ci ha distanziato di due punti.

Unica nota positiva della giornata il non annunciato scivolone casalingo della Lazio, a opera del Bari, che rimane quart'ultima con il solito vantaggio di quattro lunghezze. Tentiamo, allora, sia pure con notevole sforzo, di vedere il classico bicchiere mezzo pieno ricorrendo alla clemenza del calendario che spedirà domenica prossima a Bergamo il Livorno.

L'aritmetica, in maniera inconfutabile, ci segnala che vincendo con la compagine toscana la scavalcheremmo e magari, al tempo stesso, ci avvicineremmo alla Lazio, nella zona salvezza. Ma è un po' che vorremmo tanto che certe previsioni e calcoli ci dessero ragione, invece….

Arturo Zambaldo

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