Sabato 10 Aprile 2010

Ranieri: «Non è una partita facile
L'Atalanta darà tutto per salvarsi»

«La città è una cosa, la squadra un'altra. È giusto che i tifosi abbiano entusiasmo, io vivo questo momento serenamente e ci ripetiamo che ancora non abbiamo fatto niente e dobbiamo continuare a spingere sull'acceleratore».

Alla vigilia di Roma-Atalanta, Claudio Ranieri è soddisfatto nel constatare che l'Olimpico, anche domenica, regalerà un bel colpo d'occhio. «Ci stiamo giocando un sogno che può diventare realtà. L'Inter sente il nostro fiato sul collo, dobbiamo cercare di azzannarla», le parole in conferenza stampa del tecnico giallorosso.

Che dell'Atalanta non si fida: «Ha tutto da guadagnare e nulla da perdere, si giocherà a mille le sue possibilità di salvezza, sarà rimaneggiata solo in difesa, per il resto ci saranno tutti i titolari. Le partite sono tutte difficili, vanno giocate. Bisogna prima giocarle, per noi tutti i match sono difficili o facili. Come a scuola durante le interrogazioni, o le risposte le sai o non le sai, noi le dobbiamo sapere tutte quante. Dobbiamo dimostrare la nostra forza sul campo».

«Vucinic diffidato? Non penso certo al derby, contro i nerazzurri schiererò la miglior formazione possibile. L'assenza di Juan? Considero Mexes un altro titolare, non perderemo nulla». Ranieri rassicura anche sulle condizioni di Totti: «Il capitano non avverte più nessun problema, più si va avanti e più avrà convinzione e condizione».

L'ipotesi fatta da alcuni quotidiani sul rischio combine tra Fiorentina ed Inter in vista del doppio confronto in campionato e in Coppa Italia non preoccupa Ranieri.  «Non l'ho preso in considerazione, non ci credo», ha detto in conferenza stampa il tecnico giallorosso alla vigilia di Roma-Atalanta. Ranieri, poi, non trova nulla di male nelle dichiarazioni del collega Cesare Prandelli, che in settimana aveva sottolineato come fosse importante raggiungere la finale di Tim Cup per accedere poi all'Europa League: «L'avrei dichiarato anche io. Un allenatore deve valutare forze e circostanze e capire l'obiettivo primario. Non ci vedo nulla di strano».


m.sanfilippo

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