Martedì 21 Dicembre 2010

Tiri liberi sulla Comark
Se arrivasse il pivot ...

Quasi quattro mesi di campionato pare siano serviti alla Comark per prendere in considerazione se, inserendo nell'organico il classico pivot di categoria si potrebbe ambire a un accelerato salto di qualità. La pulce nell'orecchio ce l'aveva collocata lo sponsor Massimo Lentsch nel corso dell'intervista pubblicata giovedì in vista della sfida, poi, purtroppo persa al supplementare domenica con la capolista Trento.

L'appassionato e sempre più competente titolare della Comark ci aveva riferito: «Se dovesse servire, perché no? Sull'argomento ne ho parlato con la dirigenza: top secret però sulle valutazioni».

Non è dato conoscere gli sviluppi, anche se una cosa è ormai certa: mentre fino a un paio di settimane or sono si dava per certa una non operatività sul mercato di riparazione, adesso come adesso non ci sentiremmo proprio di escluderla.

Sapete come la pensiamo, fin dall'estate, al riguardo: l'innesto del pivottone colmerebbe di colpo l'unica lacuna di un roster già di per sé competitivo per una permanenza nella costituenda terza divisione della pallacanestro nazionale. Immaginate, del resto, il trio delle meraviglie De Min-Marino-Reati supportato sotto canestro da una pedina di sicuro rendimento?

Di punto in bianco, salvo clamorose sorprese, disporremmo di un quinetto (con Vitale) in grado di sfidare senza particolari timori reverenziali addirittura le poche altre avversarie costruite ad hoc per il grande salto. E cercando di centrare risultati più roboanti verrebe ad aggiungersi un maggior coinvolgimento da parte della tifoseria locale e dei semplici e non pochi appassionati del pallone a spicchi residenti nell'intera bergamasca.

Naturalmente stiamo facendo i conti, come si suol dire, senza il tradizionale oste, leggasi investimento finanziario. In questo caso nessuno, comunque, può e deve rigorosamente sovrapporsi alle programmazioni e alle scelte di ogni genere societarie.

Arturo Zambaldo

r.clemente

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