Mercoledì 12 Gennaio 2011

Foppa ko con il Fenerbahce
È fuori dalla Champions League

NORDA FOPPAPEDRETTI-FENERBAHCE ISTANBUL 0-3
Parziali: 13-25, 23-25, 19-25.
NORDA FOPPAPEDRETTI: Bosetti 10, Arrighetti 5, Ortolani 5, Piccinini 10, Nucu 1, Signorile 1, Merlo (L), Vasileva 14, Zambelli 4, Fanzini. Non entrate: Rota, Carrara (L). All. Mazzanti.
FENERBAHCE ISTANBUL: Fofao 2, Sokolova 11, Furst 6, Skowronska 9, Osmokrovic 14, Erdem 8, Nihan (L), Cigdem 1, Naz. Non entrate: Songul, Ergul. All. Zé Roberto.
Arbitri: Kriescher (Bel) e Jacyna (Pol).
Note: spettatori 1.274. Durata set: 21', 27', 27', totale 75'. Norda Foppapedretti: battute sbagliate 3, vincenti 1, muri 6, seconda linea 2, errori 24. Fenerbahce: battute sbagliate 2, vincenti 3, muri 6, seconda linea 9, errori 16.

Fine della corsa. L'auspicato colpo di reni non c'è stato e la Foppapedretti non riesce ad afferrare per la coda l'ultima opportunità che il calendario le offre per restare attaccata al treno dell'Europa. La sua corsa in Champions League, che fino a poche ore fa lasciava aperto un piccolissimo spiraglio, finisce qui, davanti al pubblico amico del Palasport, che aveva affollato l'impianto convinto in cuor suo di assistere a una serata memorabile.

Serviva un'impresa per continuare ad alimentare il grande sogno, ma nella serata del redde rationem l'ottimismo della volontà si scontra e soccombe al pessimismo della ragione. Non c'è né impresona e nemmeno impresina. Lo squadrone turco del Fenerbahce, fresco reduce dal vittorioso Mondiale marketing del Qatar, non fa sconti.

Si presenta a Bergamo già matematicamente promosso al turno successivo, ma non è comunque disposto a fare concessioni. Sa di essere più forte e si cala sportivamente e spavaldamente nel ruolo, giocando con lealtà la propria partita.

La Foppa fa quello che può, cioè oggettivamente poco, in parte per limiti propri, molto perché non le consente di fare di più un avversario che, in questo momento, sta decisamente su un altro pianeta: non soltanto rispetto alla Foppa, rispetto a chiunque in Europa e fuori.

Assistita da una ricezione dignitosa, la Fofao fa girar palla con la riconosciuta abilità, servendo alla perfezione tutte le sue bocche da fuoco. E Sokolova, Osmokrovic, Skowronska, oltre alla Furst, non si fanno pregare a trasformare in punti gli invitanti palloni.

Anche la Foppa, tutto sommato, è dignitosa in ricezione. E, sempre tutto sommato, anche nella costruzione. Ma l'attacco fa una fatica boia a passare, perché il Fenerbahce erige muri difficilmente valicabili. Alla fine il conteggio dei muri è eloquente: 14 a 6 per le nostre avversarie.

A nulla serve il cambio di Nucu, fuori partita sin dall'inizio, con una Zambelli acerba per queste ribalte. Molto di più serve il cambio di Vasileva su Bosetti. La giovane bulgara è la sola a non crearsi complessi quando si tratta di lasciare andare il braccio: picchia da posto quattro con coraggio e risolutezza, riuscendo spesso a passare sopra il muro.

E se il muro la ferma, oppure la fucilata va fuori di poco, nessun problema: sulla palla successiva si fa trovare pronta, senza subire condizionamenti. Questa è una giocatrice sulla quale sarebbe un delitto non riversare una totale fiducia. L'avventura europea, comunque, non finisce qui.

Come accade nel calcio, le migliori escluse dalla Champions rientrano in Coppa Cev, manifestazione che la Foppapedretti ha già disputato in passato, vincendola nel 2004 (allenatore Caprara) in una finale contro la Monte Schiavo Jesi di Cuccarini, disputata a Treviglio. Non è una grande consolazione, ma è sempre meglio di niente.

Ildo Serantoni

m.sanfilippo

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