Lunedì 21 Febbraio 2011

«Il problema gol non esiste
Ci attendono 3 gare importanti»

Alla ripresa degli allenamenti in casa della capolista Atalanta è toccato a Daniele Capelli tornare sul pareggio a reti inviolate di Reggio Calabria, poco brillante ma fondamentale ai fini della classifica.

«E' andata bene, visti i passi falsi delle nostre rivali è stato un grande risultato - esordisce il difensore bergamasco -. E' stato importante aver continuato la nostra striscia positiva senza aver preso gol. Siamo stati bravi a portare a casa un buon punto al termine di una prestazione poco brillante. Ci siamo accorti di avere speso tanto e andava bene anche un pareggio su un campo del genere, ma non abbiamo tirato i remi in barca pensando agli altri risultati. Un pareggio del genere è apprezzabile anche per il futuro: un conto è andare a giocare dopo una sconfitta, un conto dopo uno 0-0 come quello con la Reggina. Insieme a Talamonti abbiamo fermato bene Bonazzoli: avevamo preparato al meglio la partita per bloccare un avversario più alto. Siamo stati bravi tutti a chiuderlo».

Una difesa imperforabile quella atalantina, che non pensa però all'imbattibilità di Consigli. Per Capelli il problema gol non esiste: contro la Reggina i palloni giocabili per le punte sono stati davvero pochi. «Stiamo facendo una buona fase difensiva, aiutati da tutti: non siamo solo noi ad essere bravi, ma è fondamentale il lavoro dei centrocampisti. Adesso quello che ci riesce meglio è la fase difensiva da parte di tutta la squadra. Se siamo primi il merito è di tutti non solo della difesa. Non abbiamo mai parlato di record d'imbattibilità: c'interessa solo l'obiettivo finale e le vittorie. Farei la firma per vincere sempre anche solo 1-0. Quando non prendi gol per un difensore diventa una vittoria, farebbe piacere proseguire senza subire gol, anche se preferirei subirne due e poi vincere 4-2. In attacco ci condannano solo gli episodi, a parte sabato: con il Siena se ci fosse stato un altro portiere sarebbe andata diversamente».

Da panchinaro a titolare inamovibile, la metamorfosi del difensore bergamasco è tra le sorprese positive di questa stagione, anche per lo stesso Capelli. «Non mi aspettavo di giocare così tanto. Sono stato avvantaggiato da qualche infortunio e sono stato bravo ad approfittare della situazione. Il calcio è così, bisogna sapere sfruttare le occasioni. Tutti hanno fatto bene, anche chi ha giocato poco: questo è importante per il gruppo. Sono contento, spero di continuare così. Stiamo lavorando tanto e abbiamo un'ottima organizzazione: in campo chiunque gioca aiuta il proprio compagno. Questo è il punto di partenza: giochiamo tutti per un unico obiettivo, senza invidie».

Settimana scorsa lo stesso presidente Antonio Percassi, ex giocatore atalantino, ha detto di rivedersi proprio in Capelli: per il difensore classe 1986 un simile apprezzamento è motivo d'orgoglio. «Fanno piacere le parole del presidente, anche se non l'ho visto da giocatore. Spero di guadagnarmi ancora a lungo questa fiducia. Un difensore che mi è sempre piaciuto è stato Paolo Montero. Me lo ricordo sia con la maglia atalantina che poi con quella juventina. Non posso dire di rivedermi in lui, perché c'è un divario ampio, un giocatore di un altro livello».

Ora la squadra di Colantuono è attesa da un trittico fondamentale: Sassuolo e Novara in casa, intervallate dalla trasferta infrasettimanale contro il Torino. «Le prossime partite sono molto importanti, perché potrebbero permetterci di compiere un passo importante verso la A. Non mi piace fare tabelle, ma vincere in casa con Sassuolo e Novara e pareggiare a Torino sarebbe un buon bottino. Siamo stati bravi a pensare partita per partita e dovremo fare così fino alla fine. Ora sotto con il Sassuolo, che sta attraversando un ottimo stato di forma: sarà una partita come tante di quelle che abbiamo giocato in casa, con gli avversari chiusi. Il Varese può rientrare in corsa, il distacco non è poi così ampio: le sconfitte di Novara e Siena ci stanno: abbiamo vissuto sulla nostra pelle cosa sia la Serie B nel corso dell'andata. Guardiamo in casa nostra però, perché se facciamo quello che sappiamo fare raggiungeremo il nostro obiettivo senza dipendere da nessun altro».

Simone Masper

a.ceresoli

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