Martedì 29 Marzo 2011

Mondonico su Andreoletti:
«Averne di presidenti così»

Doppia seduta d'allenamento per l'AlbinoLeffe martedì a Verdello in vista della gara di sabato a Modena contro il Sassuolo di Gregucci. Novità dall'infermeria seriana: Foglio e Torri sono rientrati come previsto in gruppo e si sono allenati regolarmente. Rimangono ancora out Lebran, Momentè, Manzoni e Pesenti. Cisse rientra nel pomeriggio di mercoledì dalla Guinea: l'attaccante ha giocato nella gara pareggiata 1-1 dalla sua nazionale sabato scorso contro il Madagascar. Mercoledì allenamento alle 11 al centro sportivo di Zanica per la banda di Mondonico.

Fuori invece Michael Cia

Girasole convocato nella B Italia

Disponibili i nuovi prodotti ufficiali AlbinoLeffe

Mister Emiliano Mondonico in conferenza stampa ha messo in evidenza il rapporto con il presidente Andreoletti, la gara vittoriosa con il Novara e una frase sulla gara di sabato. «Il presidente Andreoletti ha costruito la squadra AlbinoLeffe per il 4-4-2, se giochiamo con il 3-5-2 ovviamente mettiamo alcuni giocatori fuori dal loro ruolo naturale. Ma il segreto dell'AlbinoLeffe non è Mondonico, è il suo presidente, che in un modo o nell'altro, in mezzo a difficoltà e problemi, riesce ogni anno a costruire una squadra competitiva. Quando schiero la squadra con il 3-5-2 mi prendo le colpe qualora il risultato sia sfavorevole, questo è ovvio. Io e il presidente parliamo di calcio, discutiamo: ho la fortuna di avere un presidente che parla di calcio, che parla di calcio in base a ciò che vede, non a ciò che legge. Averne di presidenti così! Dopo la gara non abbiamo parlato, capisco sempre dalla sua espressione a fine gara cosa pensa della gara appena trascorsa. So qual'è il suo umore, mi basta guardarlo. Lo spirito ora è che noi non possiamo permetterci la giornata storta, del singolo come del gruppo. Dobbiamo esserci 11 su 11: vedere le pagelle del giorno dopo mi dimostra che tutti sono stati sufficienti in campo domenica. Anche coloro che sono entrati hanno dovuto fare la gara giusta, non 11 su 11, ma 13 su 13, compresi coloro che sono entrati. Non subiamo molti tiri in porta, e quando anche Tomasig non para, per noi è una pedina importante: parla, dirige, si fa sentire. Il ritiro è servito per assuefarsi all'orario della gara di domenica, la squadra parla e si rende conto di cosa si sta giocando. E' chiaro che tutti noi sappiamo che ci giochiamo il nostro futuro. Nessuna squadra a parte la nostra si gioca la sopravvivenza, questa dev'essere una motivazione in più. Con le piccole ce la giochiamo alla pari, perché sono come noi: quindi è l'episodio a fare il risultato. I goal presi non sono colpa della difesa in toto. Quest'anno basta nulla per prendere rete, pensiamo contro il Novara: un tiro nel mezzo di una mezz'ora in cui abbiamo dominato il campo. E' la fase difensiva e non la difesa quella di cui parlo. Contro il Novara abbiamo corso meglio: loro hanno corso il doppio di noi. Shala inseguiva Girasole in fase difensiva e in fase offensiva attaccava Piccinni: ha corso il doppio dei nostri due giocatori. Ovunque andassero trovavano chi li aspettava: in questo momento il problema del Novara non è fisico, è la responsabilità, è il braccino corto. Sentono il peso di questa responsabilità: ogni volta che fanno un retro-passaggio vengono fischiati in casa, non salire in serie A sarebbe un fallimento. Se l'ambiente capirà qual'è il vero problema, la squadra potrà ripartire. Mi auguro che questa sconfitta sia umile al Novara perché tutti ritrovino l'umiltà del girone d'andata per poter ricominciare a giocare con gioia. Contro il Sassuolo partita importante. Guai ad andare al Braglia con presunzione dopo la vittoria di sabato, sarebbe un gravissimo errore».

a.ceresoli

© riproduzione riservata