Jenny, la modella e triatleta
Da Los Angeles alla Val Calepio

Le sue misure? Olimpiche: 20' e 20" il nuoto, un'ora il ciclismo, 38 minuti la corsa. Jenny Fletcher non è una campionessa di triathlon ma spera di diventarlo. E' alla sua seconda stagione da professionista ed è già salita 3 volte sul podio.

Jenny, la modella e triatleta Da Los Angeles alla Val Calepio

Le sue misure? Olimpiche: 20 minuti e 20 secondi il nuoto, un'ora il ciclismo, 38 minuti la corsa. Jenny Fletcher non è una campionessa di triathlon ma spera di diventarlo. Diamole tempo, dopo anni tra gli amatori è appena alla sua seconda stagione da professionista ed è già salita tre volte sul podio (una vittoria e due secondi posti).

Potrebbe anche arrivare ultima, in gara gli sguardi sono tutti per lei: occhi verdi, uno e 79 di statura e un «secondo» lavoro niente male. Fa la modella. È inevitabile che indossi bene anche divise e costumi, così nello sport gli sguardi che contano sono soprattutto quelli degli sponsor. Come Kask di Chiuduno, la giovane azienda (fondata nel 2004 da Angelo Gotti, nembrese, oggi 39 anni) che produce caschi sportivi (bici, sci, arrampicata...) e per la sicurezza sul lavoro. Da distribuire in tutto il mondo. Canadese di Red Deer, provincia dell'Alberta, Jenny, un sagittario di 35 anni, attualmente vive a Los Angeles e un bel giorno è stata presentata al dirigente della succursale americana di Kask (a Charlotte, North Carolina) da un amico rappresentante.

Pensate che siano rimasti indifferenti? La risposta è che in questi giorni l'hanno convocata alla base, in Val Calepio, per un servizio fotografico che verrà realizzato oggi. In studio e in bicicletta. Ma ci si trasferisce a Castiglione delle Stiviere, nel Mantovano, da Steel Comunicare, l'agenzia che cura i cataloghi per la ditta bergamasca. Domenica 12 giugno sarà al via della gara internazionale di Pescara, che assegna punti per partecipare ai Mondiali. Un mezzo ironman (un chilometro e 900 metri di nuoto, 90 in sella e 21,097 di corsa).

«Una nuova sfida per me – ammette la signora Fletcher, che da buona anglosassone porta il cognome del marito, anche lui modello, sposato quando aveva appena 21 anni –. Affronterò distanze più lunghe di quelle cui sono abituata. Sarò impegnata per quattro ore e mezza, di solito non oltrepasso le due». Ma chi glielo fa fare a una modella che passa la vita su e giù dagli aerei: New York, Miami, Dallas, Toronto, Parigi, Milano, Monaco di Baviera, Amburgo, Sydney, Città del Capo, la sua immagine su Vogue, Elle, Marie Claire, Men's Health, Runner's World, e poi i marchi della moda come Ralph Lauren, cosmetici, acconciature. Chi glielo fa fare di praticare, e a livello agonistico, la disciplina degli «uomini d'acciaio». Tanta fatica e un briciolo di gloria se va bene. Magari negli Stati Uniti sono un po' più sensibili al triathlon, dal momento che Jenny rivela che proprio grazie al suo sport «mi riconoscono anche come modella».

Quando andava a scuola giocava pure a basket e a pallavolo, tirava a segno e cavalcava, sognando addirittura di sfondare nel pentathlon moderno. Una superdonna che precisa di tenere alla propria femminilità «ma sono cresciuta come un tomboy». Un maschiaccio. Per forza, nella fattoria di famiglia su quell'altopiano tra il Montana e le Montagne Rocciose, spazi sterminati che piacerebbero al Robert Redford regista, la ragazza che sussurrava ai cavalli non era circondata dalle frivolezze della città. Il massimo dell'audacia era ballare il tip tap al saggio di danza del paese dove, a 15 anni, fu notata dall'agenzia Mode Models. «Praticare diversi sport mi fa stare bene, bilancia la mia vita di modella. Non sento lo stress perché sono un camaleonte che si adatta alle situazioni».

Per quanto ancora? «Davanti a me ho almeno cinque anni di competizioni. Il sogno è vincere una medaglia d'oro importante ma già esserci è una soddisfazione. Poi mi piacerebbe allenare i bambini». E Jenny i bambini quando li fa? «Dove lo trovo il tempo? Un figlio ti cambia la vita. Per ora non ci sto pensando, anche se domenica, mentre correvo in un parco a Parigi, vedendo le mamme con i loro piccoli, mi sono sentita un po'...». Jenny alza lo sguardo e lascia la sua sensazione sospesa nel vuoto. È bellissima.

Andrea Benigni

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