Venerdì 03 Giugno 2011

Atalanta, ore decisive per il mister
Percassi-Colantuono verso il sì

Sono ore decisive per conoscere chi sarà l'allenatore dell'Atalanta nella prossima stagione. Si parla di una riunione venerdì 3 tra il presidente Antonio Percassi e Stefano Colantuono che dovrebbero accordarsi per un biennale da concedere al tecnico della promozione. Per il momento però non ci sono conferme ufficiali, anche se la «Gazzetta dello Sport» in edicola oggi dà per scontato l'accordo, soltanto da formalizzare.

Ecco l'articolo pubblicato venerdì mattina da L'Eco di Bergamo

E adesso l'Atalanta da dove riparte? Da quale categoria, con quale mister? E con quale squadra? Il terremoto scommesse almeno per 24 ore ha messo in secondo piano il futuro. Ma già giovedì, il giorno dopo il botto, è tornato a tener banco il mercato.

Perché - ragioniamo nell'ipotesi di una condanna per colpevolezza ancora tutta da dimostrare - accantonata l'ipotesi della retrocessione in Prima divisione (l'ex C1), restano, mal che vada, l'ipotesi catastrofica di una serie B da rivincere o, più realisticamente, di una serie A con penalizzazione.

Ma l'Atalanta-società non può certo aspettare l'esito del processo per organizzare il suo futuro. Ad andar bene le sentenze arriveranno entro fine luglio, quando la squadra sarà già in ritiro da due settimane. Quindi l'Atalanta per allora dovrà già avere un allenatore, disposto a cominciare precampionato non sapendo se giocherà in serie A e in serie B.

Ma quale allenatore è disposto a correre questo rischio? Le ipotesi Del Neri, Delio Rossi e Gasperini da mercoledì mattina sembrano irrealizzabili. Non sono allenatori disponibili a correre questo rischio. E Pioli giovedì è andato al Palermo.

Diciamo la verità: di altri tecnici che darebbero più garanzie di Colantuono non ce ne sono tantissimi in giro. Ragioniamo: se si dovesse giocare per rivincere la B il tecnico di Anzio sarebbe la miglior garanzia. Se invece sarà serie A a questo punto meglio andarci con un tecnico che conosce la squadra e che quantomeno è un motivatore adeguato, piuttosto che con un suo pari livello.

Ma la conferma di Colantuono ovviamente ha un costo, che è lo stesso già noto da un mese e mezzo: l'allungamento del contratto di un anno. Se vuol tenere il tecnico romano l'Atalanta gli dovrà allungare quel contratto già rinnovatosi automaticamente (fino al 2012) con la promozione in A. Cioè dovrà portare a due anni il contratto di una stagione già in essere.

Colantuono dalla conquista della promozione chiede un biennale, la società era ferma sulla scelta di lasciargli il contratto annuale concordato un anno fa in caso di promozione. Questo stava diventando il vero motivo della frattura fra società e tecnico. Al punto che Colantuono è stato continuamente accostato al Torino, con Cairo disposto a fargli ponti d'oro pur di riaverlo in granata.

Ma ora la situazione è cambiata. Ora l'Atalanta deve serrare le fila, è facile prevedere che «ricompattarsi e ripartire» dovrà diventare lo slogan dei Percassi. Un anno fa, quando hanno preso la società, Colantuono diventò «il miglior allenatore possibile» per raggiungere subito l'obiettivo: tornare in serie A. Adesso, dopo l'esplosione del nuovo calcioscommesse, c'è da chiedersi qual è «il miglior allenatore possibile» per non retrocedere.

Se la risposta è Colantuono, l'Atalanta dovrà trattare con il mister l'allungamento del contratto, con la speranza che il tecnico di Anzio non calchi la mano sulle cifre, visto il rischio di rifare la B e, soprattutto, considerato il tempo che ha dovuto attendere per ottenere una risposta positiva.

Ovviamente questo sarebbe il punto di partenza. La società che chiarisce quale sarà la gestione tecnica del futuro e, di conseguenza, i primi passi per programmare il futuro. Anche per recuperare il tempo perso (per scelta) negli ultimi 50 giorni, dato che l'Atalanta si può considerare in A dal 2-1 di Modena dell'11 aprile scorso.

Anche perché fare mercato da mercoledì mattina sarà anche un po' più difficile. Diciamo che sarà molto difficile sino a fine luglio, quando arriveranno le sentenze del processo. Perché sarà difficile, prima, portare a Bergamo dei big. Difficile che siano disposti a venirci senza la certezza di giocare in serie A. Mamma mia che guaio, questa storiaccia.

Pietro Serina

m.sanfilippo

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