L'Atalanta si affida a Denis:
il bomber si scatena a Marassi

German Denis ha un feeling particolare con Genova. Lui, originario di Lomas de Zamora, città di 100mila abitanti della provincia di Buenos Aires, quando entra a Marassi si sente a casa. «Lì ho già segnato tre volte negli ultimi tre anni, due al Genoa».

German Denis ha un feeling particolare con Genova. Lui, originario di Lomas de Zamora, città di 100mila abitanti della provincia di Buenos Aires, quando entra a Marassi si sente a casa. «È uno stadio che mi piace, mi fa sentire a mio agio e in passato mi ha anche portato bene. Lì ho già segnato tre volte negli ultimi tre anni, due al Genoa. Ma quello che ricordo con più piacere è l'ultimo segnato a gennaio con la maglia dell'Udinese: perché fu un bel pallonetto di esterno e soprattutto perché abbiamo vinto 4-2».

Gli altri due li aveva segnati nella sua prima stagione a Napoli: quello del 2-2 al 92' con la Samp e quello inutile del 3-2 con il Genoa. Due gol che sono lo spot del perfetto centravanti. Li rivedi e trovi tutto quel che serve: forza, precisione, killer instinct. Ad accomunare i tre colpi di cannone del tanque c'è la «zona Denis». A Marassi va così: il meglio lo conserva per il finale e così il carrarmato spara sempre nell'ultimo quarto d'ora: 75', 90', 92' i minuti dei suoi gol genovesi.

German, intanto, sabato compirà 30 anni ma più che un regalo per sé, domenica ne chiederà uno per tutta la squadra. Anche se il popolo nerazzurro si aspetta subito un suo acuto. «Sinceramente non penso a un mio gol, ma penso a quelli che può fare la squadra e ai tre punti. Il Genoa giocherà al massimo, ma noi dovremo dare più del nostro massimo. In queste cinque partite fino alla sosta sarà fondamentale fare più punti possibili. Io sono pronto, mi sento in un'ottima condizione e lo slittamento dell'avvio mi è servito per conoscere la squadra».

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