Martedì 20 Dicembre 2011

Ammissioni anche di Filippo Carobbio
Combine con la maglia dell'AlbinoLeffe?

Sono ben 25 i messaggi telefonici che si scambiano Filippo Carobbio - il centrocampista bergamasco attualmente in forza allo Spezia - e Gegic il 23 maggio, proprio il giorno della partita allo Zecchini tra il Grosseto (in cui Carrobbio militava all'epoca) e la Reggina.

Sono alcuni dei particolari che emergono dalla ricostruzione scritta nell'ordinanza di custodia cautelare che ha portato all'arresto di 17 persone nel nuovo filo d'inchiesta della procura di Cremona sul calcio scommesse.

Alle 15,29, durante l'intervallo, Vinko Saka, quello che aveva colloqui con Tan Seet Eng - il factotum dell'operazione - si scambiava messaggi con Carobbio, il quale conferma: «Tutto sta andando bene».

Attorno alle 18,40 Carobbio, nei pressi dell'Hotel Granduca di Grosseto, parla con Gegic e Ribic lamentandosi della «situazione sfortunata. Stava andando tutto bene e già avevamo fatto un miracolo, in quanto la Reggina non superava metà campo. Purtroppo quel negro (Joelson) non ha tirato il rigore, che avrebbe dovuto sbagliare».

Intanto il presidente del Palermo, Maurizio Zamparini, intervenuto al programma di Radio2 «Un Giorno da Pecora» dice che «le intercettazioni sul calcioscommesse sono millanterie di quattro sfigati».

Quando i conduttori Sabelli Fioretti e Lauro gli hanno chiesto come giudicasse le intercettazioni telefoniche che sembrerebbero aver smascherato i protagonisti del calcioscommesse, Zamparini ha replicato: «Le telefonate, secondo me, non dicono nulla».

In che senso? «Nel senso che sono millanterie di piccoli uomini. Io che sono nel calcio da tanti anni e conosco anche le cose irregolari che possono esserci sotto, non credo a questi quattro sfigati di calcioscommesse che manovrano due euro. Uno deve partire da Singapore per scommettere in Italia? Mi sembra un libro di fantastoria».

È sicuro che sia così? «Può anche essere che mi sbagli, io sono di un'altra generazione», ha ammesso Zamparini che ha confessato di non aver mai giocato. «Mai, perchè detesto il gioco».

Carobbio – dicono le agenzie - oltre a confermare di «esser stato a disposizione» dello stesso gruppo per alterare in cambio di soldi almeno cinque incontri, soprattutto della squadra in cui giocava (Ancona-Grosseto, Grosseto-Reggina, Grosseto-Empoli, Grosseto-Mantova e Siena-Piacenza), avrebbe detto di più, sostenendo che anche alcune partite dell'AlbinoLeffe quando lui era a Bergamo sarebbero state truccate. L'agenzia Italpress parla invece di «forte sensazione che Carobbio si riferisse (anche) al periodo in cui indossò la maglia dell'AlbinoLeffe, 2002/06».

Secondo gli inquirenti l'organizzazione tentava di alterare anche le partite di serie A. E non è affatto escluso che ci siano riusciti. Al momento, continuano a ripetere investigatori e inquirenti, prove non ce ne sono. Ma le ombre sulla serie A, ammettono, sono più d'una.

«Ci sono elementi importanti» su almeno quattro incontri (Napoli-Sampdoria, Brescia-Bari, Brescia-Lecce e Lecce-Lazio) – confermano a Cremona – «ed è molto probabile che in alcuni casi vi sia anche un coinvolgimento delle società». Sarebbero una ventina le partite sospette in serie A e chiamerebbero in causa diverse squadre: Brescia, Lecce, Bari e Sampdoria su tutte, ma anche Genoa, Bologna, Cagliari, Lazio e Napoli. Il quadro ipotizzato dagli inquirenti è chiaro: verso la fine del campionato, quando i giochi sono ormai fatti per molte squadre, entrano in gioco quelli che un investigatore chiama i «truffatori di professione», giocatori e soggetti che ruotano attorno al mondo del calcio.

Come i «cinesi a Napoli» di cui parla lo slavo Marjio Cvrtak, condannato in Germania per scommesse clandestine. Personaggi che, ritengono gli investigatori, potrebbero essere in realtà esponenti del «cartello» di Singapore scoperto in questa fase d'indagine e, non è escluso, con legami con i clan.

Mercoledì pomeriggio alle 15 toccherà a Nicola Santoni essere interrogato. Tra giovedì e venerdì Carlo Gervasoni, Luigi Sartor e Cristiano Doni (venerdì).

Intanto a Vicenza è arrivata come una bomba la notizia della presenza del secondo portiere biancorosso, Paolo Acerbis (30 anni, bergamasco nato a Clusone) tra gli indagati del nuovo filone del Calcioscommesse (il suo nome compare nell'ordinanza del gip Guido Salvini). La partita in questione riguarda Grosseto-Reggina del 2009/10 quando l'estremo difensore militava nella formazione toscana. L'avvocato Andrea Fabris, legale, oltre che direttore di gestione del Vicenza, ha dichiarato che Acerbis «mi ha assicurato che non ha ricevuto nessuna notifica o provvedimento. È caduto dalle nuvole e non si capacita di come il suo nome sia stato tirato in ballo».

r.clemente

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