Mercoledì 28 Dicembre 2011

Accordo tra Gervasoni e Doni
anche su come tirare il rigore

Il calciatore del Piacenza Carlo Gervasoni e l'allora capitano dell'Atalanta Cristiano Doni si accordarono, in occasione di Atalanta-Piacenza del 19 marzo scorso, affinché il giocatore nerazzurro tirasse centralmente un rigore che il portiere del Piacenza fece in modo di non parare. Lo ha riferito lo stesso Gervasoni nei suoi interrogatori.

La circostanza emerge dall'ordinanza con cui il gip di Cremona Guido Salvini concede i domiciliari a Gervasoni. Il giudice scrive di «accordi diretti» tra Gervasoni e Doni «con particolare riguardo alle modalità con cui Doni potesse tirare (in modo centrale) un eventuale rigore che il portiere del Piacenza avrebbe fatto in modo, come effettivamente è avvenuto, di non parare».

Gervasoni, dopo il suo arresto, ha fatto «una scelta di piena collaborazione», confermando «la sussistenza degli episodi di frode sportiva di maggior rilievo», facendo venire «alla luce altri episodi significativi per le indagini e altri soggetti coinvolti sinora sconosciuti agli investigatori». In particolare «l'alterazione di molti risultati di serie B e di alcuni di serie A e Coppa Italia». Lo scrive sempre il gip Salvini.

«In particolare - annota ancora nell'ordinanza il giudice Salvini - Gervasoni ha narrato come nel 2009 il gruppo degli Zingari di cui era portavoce Gegic, dopo aver manipolato molte partite di calcio in Svizzera, abbia intrapreso in modo sistematico contatti con giocatori italiani, grazie anche all'aiuto di Bressan molto legato a Gegic, come da tale rapporto, che ha coinvolto decine di giocatori, sia conseguita l'alterazione di molti risultati di serie B e di alcuni di Serie A e Coppa Italia (con il coinvolgimento per la Cremonese anche di Paoloni)».

Per il giudice, «tale comportamento appare segno di una riflessione e di resipiscenza in relazione all'attività di frode avvenuta» e Gervasoni «si è impegnato a completare la sua ricostruzione», «fornendo i chiarimenti che risultassero necessari».

Un rappresentante della Procura federale della Figc, l'avvocato Ettore Traini, è stato mercoledì 18 in Procura a Milano per acquisire copia degli atti dell'inchiesta della Procura di Cremona che ha portato in carcere l'ex capitano dell'Atalanta Cristiano Doni e altre 16 persone per lo scandalo delle partite truccate. Gli atti saranno valutati dalla Procura federale che dovrà decidere se aprire un nuovo procedimento riguardante le persone coinvolte alla luce degli ultimi atti.

m.sanfilippo

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