Sabato 04 Febbraio 2012

Lettera del Mondo ai tifosi
«Voi siete il Novara, aiutateci»

Una lettera, un appello, a rimanere uniti nonostante la situazione disperata. Perché solo con l'aiuto dei tifosi la salvezza è possibile. Firmato Emiliano Mondonico, «l'attuale allenatore del Novara, "sconfitto" ma mai "vinto"».

Il giorno dopo il suo sfortunato esordio contro il Chievo, il tecnico lombardo si rivolge ai tifosi e lo fa attraverso una lettera pubblicata sul sito del club. «Fuori è ancora buio, dentro di me qualche lampo non si è mai spento e qualche altro si sta accendendo - scrive -. Sta arrivando un nuovo giorno, una nuova possibilità, un nuovo inizio, una nuova partita».

«Dove, come, su chi potrò, dovrò puntare perché questa situazione possa cambiare, perché questi ragazzi non si sentano sopraffatti dalle loro responsabilità, perché il gruppo, la squadra riesca sempre e comunque ad avere una precisa e grande motivazione in più per riprovarci da qui alla fine. Se gli altri sono più "forti" noi dobbiamo avere più voglia di fare risultato».

«Ho pensato a tante situazioni da me vissute simili a questa, cercando di ricordare la "chiave" perché diventi migliore. Forse per l'età, probabilmente per altro, non riesco a trovare un come e un perché. Poi all'improvviso mi siete venuti in mente Voi, Voi ultrà che mi avete aspettato fuori dal campo, Voi ultrà che eravate nel Centro Sportivo ieri sera, Voi che alle mie spalle vivevate la partita in maniera speciale, Voi che avete applaudito, Voi che vi siete incazzati quando le cose andavano male».

«Voi che non siete stati indifferenti, Voi popolo del Novara che ci siete stati, ci siete e ci sarete sempre, comunque vadano le cose, il passato, il presente e il futuro di questa che è stata una magnifica avventura ed ora una grande sfida».

«Voi che vi siete resi conto di tutto ciò e siete confusi sul modo di confrontarvi, Voi con la sciarpa al collo per far vedere a tutti il vostro orgoglio e la vostra appartenenza - scrive ancora il Mondo -. Voi che siete il Novara date una mano a chi sta cercando in tutte le maniere di cambiare la situazione perché Voi siete la "chiave" in grado di aprire quelle porte che adesso sembrano inaccessibili».

«Indicateci la strada, mettetevi davanti al gruppo, obbligateci a seguirvi, è quello di cui abbiamo bisogno per dare di più, visto che il massimo sinora non è stato sufficiente. Fatelo per Voi, i problemi sono fatti per essere risolti non aggravati ma soprattutto, alla fine, comunque vada, Voi potrete dire a tutti quanti "Noi c'eravamo e ci abbiamo provato con tutto noi stessi". Di notte i pensieri che ci circonderanno saranno sicuramente altri».

m.sanfilippo

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