Martedì 07 Febbraio 2012

Le due «verità» di Doni e Cassano
Si prevede un faccia a faccia

Due verità inconciliabili: quella del portiere del Piacenza Mario Cassano, e quelle, anche se con sfumature un poco diverse, dell'ex capitano dell'Atalanta Cristiano Doni e del difensore del Piacenza Carlo Gervasoni. Due verità che potrebbero presto essere messe a confronto con un faccia a faccia tra i protagonisti davanti al gip di Cremona Guido Salvini e al pm Roberto Di Martino.

Perché Cassano, in un'ora e mezza d'interrogatorio, ha negato tutto: le manipolazioni di Piacenza-Mantova del 2008-2009, Siena-Piacenza, Atalanta -Piacenza e AlbinoLeffe-Piacenza, tutte del 2011. «In occasione di Piacenza-Mantova ero squalificato», ha cominciato a raccontare con un atteggiamento che agli inquirenti è parso tutt'altro che convincente e soprattutto ha precisato: «Non ho mai conosciuto Cristiano Doni» e ha smentito il racconto fatto dal nerazzurro di quel rigore che Cassano aveva evitato di parare: «Quando si è trattato di calciarlo, poco prima mi si è avvicinato il Cassano – aveva detto Doni – che mi ha invitato a tirare al centro. Io sono rimasto un attimo perplesso in quanto avrebbe potuto trattarsi di un brutto tiro del Cassano, teso a confondermi le idee.

Nulla poteva escludere infatti che Cassano, dopo avermi dato questo suggerimento rimanesse in posizione centrale a pararmi il tiro». Cassano, a suo dire, invece, «si è gettato di lato con largo anticipo, rendendomi ancora più evidente che effettivamente le cose stavano come mi avevano detto». Tutto falso per Cassano che, come ha raccontato il suo legale Francesco Maresca, aveva parato, muovendosi allo stesso modo, un rigore un mese prima. Il portiere ha anche smentito Gervasoni, il quale aveva anche dichiarato di aver percepito, come Cassano, 20 mila euro in occasione di Siena-Piacenza del 19 febbraio del 2011. Del portiere di Piacenza, però, si parlava anche in intercettazioni tra i membri del cosiddetto gruppo di scommettitori dei bolognesi... «Non sono state contestate», ha risposto l'avvocato Maresca. E perché Doni e Gervasoni avrebbero dovuto accusarlo di cose false? «La custodia cautelare è pesante...», ha tagliato corto il legale. Oggi sarà il turno, davanti al gip, di Angelo Iacovelli, infermiere factotum del Bari accusato di aver partecipato a quattro combine di partite della squadra pugliese, tutte di serie A: Milan-Bari, Sampdoria-Bari, Bari-Roma e Palermo-Bari.

fa.tinaglia

© riproduzione riservata