Stati Uniti, è morto Livio Minelli
Leggenda della boxe bergamasca

Livio Minelli, il più grande boxer bergamasco campione Europeo negli anni Cinquanta è morto sabato 4 febbraio alle 11 negli Stati Uniti circondato dall'affetto dei suoi figli. A Bergamo lascia l'ultima sorella Clara di 90 anni.

Stati Uniti, è morto Livio Minelli Leggenda della boxe bergamasca

Livio Minelli, il grande boxer bergamasco campione Europeo negli anni Cinquanta è morto sabato 4 febbraio alle 11 negli Stati Uniti circondato dall'affetto dei suoi figli. A Bergamo lascia l'ultima sorella Clara di 90 anni.

Il nome di Minelli è legato inesorabilmente alla grande boxe, che visse il suo momento migliore negli anni '40 del secolo scorso, con l'allenatore Aldo Linz e il procuratore Umberto Branchini. Quest'ultimo, in sessant'anni di attività, hanno messo insieme qualcosa come 4 mila vittorie.

Su tutti quattro pugili: i fratelli di Boccaleone, Aldo e Livio Minelli, Mario Lutti, di Borgo Palazzo, e Angelo Oreni, di Treviglio. Il più grande è comunque Livio Minelli, considerato il miglior pugile bergamasco della storia. «Minellino», come veniva soprannominato a Boccaleone, classe 1926, cominciò la carriera seguendo il fratello Aldo, di sei anni più vecchio di lui, guadagnandosi un altro soprannome, «Girandola», per la velocità con cui muoveva le braccia. Esordì nel '34 al Duse.

Dopo una promettente carriera da dilettante partì, insieme con Aldo e Lutti, per una serie di tournée all'estero, combattendo in Portogallo, Spagna e Stati Uniti. Nel 1946, prima stagione catalana, tra Barcellona e Valencia combattè 12 volte senza mai subire sconfitte. Arrivò a New York nella primavera del 1946 e presto divenne un pugile molto applaudito a Long Island. Combattè da leggero e da welter. Livio mise sotto elementi di valore mondiale com Johnny Bratton, Bob Montgomery e soprattutto si misura sui 10 round con il campione del mondo Ike Williams. Il match disputato nel febbraio del 1948 all'Arena Philadelphia in Pennsylvania alla fine segnò una sconfitta nel record di Livio ma assolutamente immeritata tanto che dopo 20 giorni il leggendario Kid Gavilan, che aveva visto quel match, decise di affrontare Williams al Madison Square Garden.

Il New York Post parlò di due vittorie “regalate” a Williams, accennando appunto al match contro Minelli. A questo punto Minelli capì che senza una grande organizzazione americana alle spalle l'unico motivo per rimanere negli States erano solo le buone borse. Si imbarcò nel primo piroscafo al porto di New York e agli inizi di luglio del 1948 tornò a Bergamo.

I dirigenti dell'Ente Europeo lo segnalarono sfidante al titolo Europeo dei welter , lasciato vacante da Villemain. In casa dell'olandese Gil De Roode, Livio martellò l'idolo dell'Aja per dieci riprese, nell'11° round fu decretato l'arresto del combattimento e Minelli diventò campione europeo dei welter.

Livio ripartì per una tournèe americana. Nell'autunno del 1948 salì sul ring di Algeri e difense vittoriosamente il titolo Europeo contro Omar Kouidri. Rimediò una profonda ferita allo zigomo sinistro che lo costrinse ad un lungo periodo di inattività.

Nel luglio 1950 giunse a Milano, al Vigorelli, per una difesa di routine, sfidato dal 39enne Michele Palermo: il campione d'Europa contro il campione d'Italia. Minelli perse ai punti, ma la sua carriera continuò.

Nel settembre 1951, pareggiò un match al Vigorelli di Milano contro Tiberio Mitri, uno dei più grandi pugili italiani, campione europeo welter. Livio si trasferì poi negli Stati Uniti, sposandosi e mettendo su casa nel New Jersey. Lasciata la boxe, divenne chef e poi proprietario di un ristorante. Lavorò in molti ristoranti rinomati di New York fino a quando non fu in grado di aprire il suo ristorante Chez George.

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