Mercoledì 29 Febbraio 2012

Scetticismo sul poker nerazzurro
ma è stata una giocata vincente

Denis, Marilungo, Moralez, Schelotto, elencati in rigoroso ordine alfabetico. I primi tre i migliori nella roboante vittoria sulla Roma; il quarto, numero uno per rendimento, nell'intero girone di andata. E ancora, il bomber nerazzurro (sin qui 15 gol!) e il connazionale Moralez sono stati ingaggiati nell'ultimo calcio mercato estivo; Marilungo alla riapertura delle trattative di un anno fa; l'arrivo di Schelotto, invece, risale a tre stagioni or sono. A chi attribuire gli specifici meriti dei loro acquisti, risultati senza alcun timore di smentita, a dir poco azzeccati?

Non ci vuole una memoria di ferro per rispondere. Cominciamo dal «bergamaschizzato» German, visto che a «Tutto Atalanta-diretta stadio», di domenica scorsa su Bergamo Tv, ha precisato che non intende lasciare il nostro club a fine stagione.

A volerlo fermamente da noi, assumendosi ogni responsabilità e superando un certo scetticismo generale, è stato il direttore tecnico Pier Paolo Marino che già lo aveva gestito nelle esperienze di Napoli e Udine. Abile, inoltre, Marino a fissarne con l'Udinese, la comproprietà con diritto di riscatto, l'equivalente della possibilità di bloccarlo a Zingonia anche in futuro.

Sempre Marino detiene la paternità dell'acquisto di Moralez, interamente dell'Atalanta. Pure nei confronti del talentuoso trequartista in parecchi avevano arricciato il naso per via, soprattutto, di un'altezza lì da vedere. A puntare decisamente gli occhi su Marilungo il direttore generale Roberto Spagnolo e il direttore sportivo Gabriele Zamagna su segnalazione del responsabile scouting Beppe Corti. Si è trattato di un investimento, sotto l'aspetto finanziario, particolarmente importante.

Anche per questo non sono venute meno alcune critiche, complici le non troppe convincenti prestazioni iniziali della ventunenne punta, proveniente dalla Sampdoria. Mugugni, da circa un mese, di colpo dimenticati in virtù dell'ormai rivitalizzato attaccante sul punto, addirittura, di essere girato ad altra squadra a gennaio.

Infine Schelotto. A credere in lui l'ex direttore sportivo Carlo Osti che in uno dei viaggi-lavoro in Argentina rimase subito impressionato delle qualità tecniche e atletiche di quel ragazzotto. Lo propose ai Ruggeri che, fidandosi a occhi chiusi del dirigente, lo mise prima sotto contratto per poi girarlo in prestito al Cesena (l'anno della promozione in serie B dell'undici romagnolo).

Da Cesena al Catania e, quindi, il definitivo integro nell'attuale organico nerazzurro. Anche per Schelotto non è che si fecero salti di gioia alla notizia del suo acquisto. Questa la cronistoria di un quartetto più che mai in auge accomunato da un arrivo a Bergamo non privo di perplessità.

Arturo Zambaldo

m.sanfilippo

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