«Ciga resta? Che gran colpo»
Mister Colantuono è già all'opera

di Pietro Serina
Le sue vacanze sono finite da tempo. E l'adrenalina corre a fiumi. Sì, qualche giorno lontano va bene, ma poi meglio tornare al lavoro. Stefano Colantuono è questo, a San Benedetto sta bene, ma su un campo di calcio sta meglio.

«Ciga resta? Che gran colpo» Mister Colantuono è già all'opera

Le sue vacanze sono finite da tempo, perché lui è in vacanza solo quando può stare sul campo. E l'adrenalina corre a fiumi. Sì, qualche giorno lontano va bene, ma poi meglio tornare al lavoro. Stefano Colantuono è questo, a San Benedetto sta bene, ma su un campo di calcio sta meglio. Per questo già da una settimana è in contatto febbrile con il professor Marco Montesanto, il suo preparatore atletico.

Prima per quasi un mese non l'ha sentito («volevo staccare la spina - dice - non ne potevo più di vedere quella faccia...»), poi ha cominciato: «Domani ci vediamo, abita a pochi chilometri da me. Questo è il momento della programmazione, guai a sottovalutarlo. Tra qualche giorno saremo a Bergamo, dal 9 per noi a Zingonia cominceranno giorni fondamentali...».

Mister, siamo già ai giorni fondamentali?
«Ma certo che è importantissimo cominciare bene. Prima di salire su in ritiro faremo visite mediche e test atletici che quest'anno più che mai saranno decisivi per l'esito della stagione».

Certo, dopo quasi due mesi di vacanza, chissà come tornerà, qualche giocatore...
«Sappiamo bene che dopo 50 giorni di vacanza qualcuno tornerà arrugginito, ma vi prego di non sottovalutare la serietà dei calciatori. Non è più come ai miei tempi, tutti fanno sul serio. Io sono sicuro che tutti hanno rispettato il programma di lavoro che abbiamo proposto per l'estate».

Ci sarà l'incognita dell'intensità.
«Beh, saranno i risultati dei test a dirci come cominciare e con quale intensità».

Il programma di lavoro resta quello dell'anno scorso?
«Sostanzialmente sì. Il programma di lavoro a grandi linee è sempre lo stesso, quando lo cambi lo fai solo per perfezionare il particolare. E visto il rendimento della squadra, io dico che sarebbe illogico cambiare il lavoro».

Comunque c'è un'altra penalizzazione da recuperare...
«Siamo allenati, lo faremo. Intanto aspetto gli altri processi...».

L'obiettivo è ripartire a grandi ritmi?
«L'obiettivo è mantenere un livello di rendimento soddisfacente per tutta la stagione. Ma ormai ci arrivano un po' tutti...».

Lei ha le sue particolarità. Per esempio anche quest'anno ha chiesto da subito amichevoli impegnative. Perché?
«Io credo che sia fondamentale sollecitare la squadra da subito, opponendole avversari adeguati. I giocatori che sono già stati con me sanno cosa voglio e quali sono i benefici di questo lavoro. L'attenzione, per esempio, è sollecitata da subito. Non ci sono sgambatelle con i villeggianti, se non ci sei con la testa fai brutta figura anche a luglio...».

Il problema è che anche quest'anno si potrà fare la squadra solo a fine agosto.
«Io mi fido ciecamente della società, quindi non ho preoccupazioni. Dico solo che mi piacerebbe lavorare il prima possibile con la difesa al completo. È quello che mi preme di più».

Quest'anno sarà più difficile accontentarla...
«Vediamo, mancano due settimane al ritiro, c'è tempo. Io mi auguro che per allora gran parte della difesa sia a disposizione...».

Poi aspetteremo il 30 agosto?
«Quest'anno più che mai servirà molta calma. Non ci sono movimenti, chi ha soldi da spendere lo fa con grande prudenza. È decisivo mantenere la calma, perché il momento giusto arriva quando meno te l'aspetti...».

Adesso pare che torni Cigarini. Sembrava perso...
«Io avevo fiducia perché so che il ragazzo vuole Bergamo. Ma non ho notizie ufficiali, quindi non posso dare giudizi».

Però se restasse...
«Ah, se restasse Cigarini potremmo dire di aver fatto il primo bel colpo di mercato. Sarebbe un'operazione fondamentale».

Per ora ci siamo tenuti Denis e Cazzola. Soddisfatto?
«Sì. Ma quelle erano operazioni programmate. Cigarini era tornato al Napoli. Se ora si ripresenta a Bergamo, va benissimo...».

Poi lei a centrocampo si considererebbe a posto?
«Porti pazienza, ma è prematuro fare questi discorsi. Ci sono ancora due mesi di mercato possibile, e sappiamo che ci sono operazioni in uscita da chiudere prima di pensare a quelle in entrata».

E se tra due settimane le capitasse di andare in ritiro con qualche big che sembrava destinato a partire?
«Questo non è un problema, tutti si devono allenare seriamente quando si parte per una preparazione precampionato. Se poi un giocatore cambia squadra, ha comunque messo nelle gambe la preparazione che serve. Se uno non è autolesionista».

Mister, se domani le dicono che resta Cigarini?
«Sarebbe una gran bella notizia. Ma io mi fido della società. Non ho dubbi, vedrete che saremo competitivi».

Magari a fine agosto...
«Magari. Ma poi avremo altre 37 giornate da giocare».

E saremo l'Atalanta.
«Quello dalla settimana prossima, quando cominceremo. Noi saremo l'Atalanta da subito».

Pietro Serina

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