Lunedì 27 Agosto 2012

All'AlbinoLeffe un forte sconto
perché è stato danneggiato

La responsabilità oggettiva non si tocca, ma le sanzioni per i club vanno determinate in modo congruo in base ai vantaggi o agli svantaggi ottenuti dalle società. Così, nelle motivazioni della sentenza dello scorso 6 luglio, la Corte di giustizia federale ha spiegato l'importante sconto concesso all'AlbinoLeffe, da 15 punti di penalizzazione e 90 mila euro di ammenda a soli 9 punti e 45 mila euro: durante il dibattimento davanti alla Commissione Disciplinare il procuratore Stefano Palazzi aveva chiesto addirittura 27 punti di penalizzazione e 90 mila euro d'ammenda per la società lombarda, deferita per ben nove illeciti commessi dai propri tesserati.

Nel rideterminare la sanzione, la Corte ha ribadito come la responsabilità oggettiva trovi «una valida giustificazione, nell'ottica della particolare autonomia dell'ordinamento sportivo e delle sue finalità, rispondendo all'esigenza di assicurare il pacifico e regolare svolgimento dell'attività sportiva».

Pur tuttavia - hanno spiegato i giudici - ciò «non preclude alla Corte il potere di graduazione delle sanzioni». Sul caso AlbinoLeffe in particolare, «indiscussa la responsabilità dei tesserati della ricorrente, la Corte osserva in primo luogo che non risulta equo determinare una sanzione per responsabilità oggettiva adottando un mero criterio matematico tenuto conto del numero degli illeciti posti in essere dai tesserati di una determinata società».

Al contrario, i giudici devono tenere «in debito conto il fatto che la società è risultata danneggiata dalla condotta dei propri tesserati e, limitatamente all'ammenda, la categoria di appartenenza del club. Sul punto è allora necessario ricordare che la società ricorrente, nelle gare oggetto degli illeciti commessi dai propri tesserati, è risultata (quasi) sempre soccombente e, quindi, per definizione, danneggiata».

Per questo la Corte ha rideterminato le sanzioni per l'AlbinoLeffe, «rendendole più congrue»: non più 15 punti di penalizzazione e 90 mila euro d'ammenda, ma soltanto 9 punti e 45 mila euro. L'ultimo giudizio spetterà ora al Tribunale Nazionale di Arbitrato per lo Sport del Coni.

m.sanfilippo

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