Lunedì 24 Settembre 2012

Cristian Raimondi e Igor Budan
le due facce di Atalanta-Palermo

Cristian e Igor, le due facce di Atalanta-Palermo, sembrano storie di gemelli diversi. Per loro nulla è mai stato semplice, ogni corsa è una rincorsa. A una chance o al destino. Cristian Raimondi e Igor Budan si sono guardati da lontano, ieri al Comunale, come due estremi di uno stesso filo.

L'ala che sembrava destinata a volare altrove e il bomber preso a calci dal destino, accumunati da un campo quasi sempre in salita, divisi dal cuore dell'Atalanta. Il giovane Raimondi non sembrava destinato a volare sotto la Nord, il sogno da bambino coccolato negli anni dei via-vai, da Zingonia all'AlbinoLeffe, dalla Val Seriana a Palermo, e poi Arezzo, Vicenza, Livorno. L'Italia, in lungo e in largo, ma Bergamo no, sempre lontana da Cristian.

Igor Budan a Bergamo era arrivato quasi per scommessa: vediamolo, proviamolo, disse nel 2003 l'Atalanta. Una prova? Igor rispose con 11 gol in B, il ginocchio rispose facendo crack. Nel frattempo Raimondi continuava a sognare il sogno di bambino: rimettersi addosso la maglia dell'Atalanta, dimostrare di essere un cigno possibile, aprire le ali e sbatterle felici sotto la Nord.

E Igor? Anche Igor cominciava a girovagare: Ascoli, Parma, Palermo, la Coppa Uefa, gli infortuni, il ritorno a Palermo, sempre precario, spesso sul filo. E poi l'ultimo tackle della vita, con la piccola Amber volata via in estate a rincorrere palloni sulle nuvole e Igor di nuovo in mezzo al campo, da solo, con l'anima pesta molto più delle ginocchia.

Ieri al Comunale Bergamo li ha riuniti sotto lo stesso cielo, il ragazzo di casa che sembrava destinato a volare altrove e l'attaccante amato sempre costretto a segnare altrove. Cristian e Igor, a modo loro, sono i due fotogrammi della partita. Igor con gli occhi socchiusi sotto la Nord, sommerso dall'amore del Comunale, stravolto dal cuore che batte; Cristian con gli occhi spalancati sotto la Nord, in apnea, dopo il primo gol con la maglia dell'Atalanta segnato come nei sogni più segreti: di testa, allo scadere, quando sembra improbabile, quasi impossibile.

Raimondi ha segnato a partita quasi finita, Budan ha alzato un po' gli occhi al cielo ben prima che iniziasse. Raimondi è volato in campo, Budan è rimasto incollato alla panchina, distanti, lontani anche stavolta. Ma a Bergamo ieri è come se avessero vinto entrambi.

Simone Pesce

e.roncalli

© riproduzione riservata