Martedì 23 Ottobre 2012

«A Pescara avanti con i gol»
Cigarini: la rete è per mia moglie

«Pensavo che le persone avessero un po' di rispetto. Non è giusto dare risalto ad un simile episodio, ma credo che si sia toccato il fondo. Mi vergogno io per queste persone, se così si possono chiamare. È uno schifo ed una cosa vergognosa: sono una cerchia ristretta, ma è una cosa impensabile. Gli stupidi ci sono dappertutto ed è difficile contrastare una cosa del genere: con l'aiuto di tutto l' ambiente, come ci sta provando la società veronese, si può combattere questa deficienza». Sono le parole di Luca Cigarini, centrocampista atalantino, che ha voluto così difendere la memoria dell'ex giocatore nerazzurro Piermario Morosini, infangata dai cori beceri di un gruppetto di «tifosi» veronesi nel corso di Livorno-Verona dello scorso weekend.

Il centrocampista nerazzurro, faro della mediana, ha poi ripreso parlando della sua giornata speciale contro il Siena e del suo gol, dell'importanza di quei tre punti conquistati in una delle peggiori prestazioni dell'Atalanta di questo campionato. «Ho visto subito Bellini e la prima dedica è per lui: ci manca e so quanto soffre a star fuori. Il gol è anche per mia moglie: l'altra volta lo dedicai a lei definendola fidanzata e non posso dire cosa mi ha fatto - ha aggiunto Cigarini, sposo dallo scorso giugno, tra le risate -. Era una situazione non facile, sono contento e abbiamo portato a casa i tre punti in una delle prestazione peggiori dell'anno. Quella punizione era importante, soprattutto perché avevamo preso gol. Un episodio come quello l'ha fatta svoltare a nostro favore: le proviamo spesso e mi riescono, era una delle prime volte in cui ero sicuro di calciarla. Eravamo tesi perché non arrivava il risultato: nelle due partite peggiori in casa abbiamo conquistato il massimo».

Milan e Siena sono valse un gol, ora Pescara per la conferma e poi Napoli, ex squadra di Cigarini, che non vede l'ora d'affrontare nonostante il rischio squalifica. «Non ho un vero punto di riferimento, ma ho sempre ammirato Juninho Pernambucano e Marcos Assunção: per loro ogni punizione era un rigore e non mi posso mettere a confronto con questi campioni. Ho un ruolo fondamentale nell'impostazione del gioco ed è normale che se mancano le mie caratteristiche si fa fatica, ma è la squadra che supporta me e non io che la faccio giocare bene. Sto bene e la sosta è stata salutare: posso ancora crescere. Non penso di essere diffidato, ma sto più attento soprattutto nelle proteste. Dopo ci sarà il Napoli, una partita speciale e ci terrei ad esserci, però se mi chiedono di barattare un' ammonizione con la vittoria lo farei». Prima dei partenopei però l'Atalanta sarà in campo a Pescara contro la formazione di Stroppa: «A Pescara la affrontiamo con un piglio diverso visti la vittoria contro il Siena. Può essere la partita della svolta, contro una diretta concorrente sapendo che dobbiamo fare punti. Sembra che gli abruzzesi abbiano ancora la mentalità di Zeman, il loro ex allenatore: non sottovalutiamoli anche perché in casa devono ancora vincere».

Simone Masper

fa.tinaglia

© riproduzione riservata