Tifosi e società, Marino Lazzarini:
«Serve rispetto di regole e ruoli»

Il rapporto tifosi-società di calcio è d'attualità, specie dopo l'attacco di Ruggeri a Percassi, e la risposta di quest'ultimo. Marino Lazzarini, presidente del Club Amici: «Deve esistere il rispetto delle regole e dei ruoli».

Tifosi e società, Marino Lazzarini: «Serve rispetto di regole e ruoli»

Il rapporto tra i tifosi e una società di calcio, tema più che mai d'attualità, specie dopo l'attacco di Ruggeri a Percassi, e la risposta di quest'ultimo, è un caso eclatante.

Fino a dove si possono spingere i primi e fino a dove può arrivare la seconda? L'interazione s'ha da fare oppure no e, poi, in maniera quanto profonda?  Difficile stabilirlo affidandosi solo a regole e buonsenso, ma per forza di cose necessario per evitare certe spiacevoli situazioni.

Un decalogo del rapporto giusto e sano lo può tentare Marino Lazzarini, presidente del Club Amici dell'Atalanta. «La premessa è una: deve esistere il rispetto delle regole e dei ruoli - attacca Lazzarini -. In generale, il contatto diretto con i tifosi è positivo: credo che i giocatori siano un patrimonio anche della tifoseria. Ce ne accorgiamo in tutte le nostre cene: i tifosi vogliono la stretta di mano, l'autografo, la foto insieme al proprio idolo. Tutto questo va a vantaggio di entrambe le parti».

«Io - dice Lazzarini - identifico il tifoso con la persona che alla domenica va a incitare la squadra e poi si dimostra un cittadino di buonsenso. Il massimo dello sgarro che si può concedere è uno slogan contro gli avversari, ma andando oltre significa non rispettare le regole. In questo caso, è giusto che la società prenda le distanze».

Tutto su L'Eco di Bergamo del 22 novembre

© RIPRODUZIONE RISERVATA