Caccia: «Una cronometro infinita
Menchov mi ha impressionato»

Dopo tante critiche ai percorsi pericolosi che hanno caratterizzato alcune frazioni di questo Giro d’Italia del Centenario, i corridori si sono trovati immersi nello spettacolare scenario delle Cinque terre, dove hanno dato vita a una corsa contro il tempo palpitante.

Il percorso era davvero molto tecnico – esordisce l’inviato speciale web Diego Caccia –. Discese, salite e falsipiani che sembravano non finire mai. Una cronometro molto lunga: in vita mia non ho mai fatto una corsa contro il tempo che sia durata più di un’ora e mezzo».

Il corridore bergamasco, pure partecipando alla corsa rosa con ben altri compiti, ha voluto testare la sua condizione di forma durante i 60 km della tappa odierna. «Posso ritenermi soddisfatto della mia prestazione: ho concluso tra i primi settanta, senza strafare».

Chi è in lotta per la conquista finale del Giro ha invece preparato questa frazione con puntigliosa precisione fin dall’inverno. «In alcuni tratti di discesa – continua Diego Caccia – potevi guadagnare davvero molto terreno. Ho sentito Stefano Garzelli (3° classificato): per esempio lui ha provato il percorso diverse volte durante i mesi invernali e i risultati si sono visti».

La maglia rosa è ora sulle spalle di Denis Menchov, autore di una prova perfetta: «Stavolta sono riuscito a beccare il pronostico - conclude il corridore della Barloworld -. Il russo è andato davvero forte: mi ha impressionato nei tratti di discesa e negli ultimi chilometri della corsa. Ora le sorti della Giro sono cambiate, toccherà alla sua squadra, la (Rabobank, tenere unita la corsa».

Venerdì 22 maggio la carovana si sposterà da Lido di Camaiore a Firenze, per un totale di 176 km: l’inviato speciale web garantisce che la corsa si deciderà con un volatone di gruppo.
 Simone Masper

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