Sabato 11 Luglio 2009

Tifosi nerazzurri a Brentonico
Dove dormire e dove mangiare

Dopo Rovetta, l’Atalanta ritorna in Trentino, sull’altopiano di Brentonico, nel gruppo del monte Baldo, una lunga schiena montuosa che fa da spartiacque tra il lago di Garda e il corso dell’Adige. Brentonico prende il nome dalla particolare forma a catino («brenta» in dialetto trentino) dell’altopiano che comprende per intero la valle della Sorna.

Il comune, a un’altitudine di 698 metri, conta poco meno di quattromila abitanti ed è composto da numerose frazioni: meritevole di una visita la chiesa di San Rocco, bell’esempio di architettura barocca, edificata dagli abitanti delle contrade di Lera e Fontana in segno di gratitudine per averli risparmiati dalla peste che flagellò il Trentino agli inizi del 1600.

Brentonico dista da Bergamo 160 chilometri che si possono coprire in 100 minuti. Si imbocca l’autostrada A4 verso Venezia per uscire al casello di Peschiera e proseguire sulla superstrada per Affi. Si prende poi l’autostrada per il Brennero, uscendo al casello Rovereto Sud-Lago di Garda Nord. Seguire le indicazioni per Mori e poi per Brentonico.

L’Atalanta si allenerà al campo Santa Caterina e al palazzetto di Brentonico e alloggerà all’Hotel S. Giacomo, in località omonima, a 1.194 metri d’altitudine: l’albergo è il meglio attrezzato della zona, con una beauty farm molto curata.

Sotto la conduzione della famiglia Girardelli, mentre i nerazzurri saranno alle prese con pasta poco condita, verdure e pollo, il ristorante proporrà agli ospiti tortelli ai pistacchi e al bagòss; tagliolini con ragù di vitello e porcini; tagliata di cervo coi mirtilli; panna cotta ai lamponi. Si consiglia il Marzemino.

I trentini dell’altopiano stanno preparando un’accoglienza speciale ai bergamaschi: in occasione dell’amichevole con il Monte Baldo di domenica 19 luglio, si celebrerà l’Atalanta day. Brentonico sarà in festa per dare il benvenuto a società, squadra e tifosi atalantini: per questi ultimi saranno allestite le cucine da campo che sforneranno i piatti tipici trentini (risotto ai funghi porcini e Marzemino, carne salada, fasoi con speck).

Nel weekend della prima amichevole non si riesce più a trovare un posto letto, a meno di allontanarsi dal paese. Per altri periodi rivolgetevi all’Apt di Rovereto e Vallagarina (tel. 0464.430363): troverete efficienza e cordialità. Per chi ama girare in tenda ci sono il Camping Ciclamino a San Valentino (0464.391560) e il Polsa (0464.867177).

Siamo in Trentino, terra dai sapori forti: la selvaggina, la carne salada, lo speck, i canederli, i funghi, i frutti di bosco, lo strudel e una scelta, con prezzi per noi inusuali, davvero ampia. Vi sottoponiamo qualche insegna. Detto del ristorante dell’Hotel San Giacomo, ecco, gestito da altri Girardelli (Tobia e Camilla in sala con mamma Emiliana Amadori ai fornelli) il Ristorante tipico Maso Palù (tel. 0464.395014), appena sopra il paese, verso San Giacomo. C’è un menù degustazione (!) a 35 euro, (compreso il vino della casa) composto da antipasto (polentina al tartufo, salumi e formaggi, carpaccio di carne salada), tre primi (orzotto con verdure, gnocchi, straccetti di pasta fresca), tre secondi (spezzatino di cervo, rotolo di coniglio, carne salada coi fagioli) e dessert a scelta (torta alla ricotta, gelato coi frutti di bosco caldi, strudel). E Tobia: «Ma se vuole, può mangiare anche solo un primo e un secondo».

Due chilometri verso valle, invece, troviamo il Locale tipico Sorne (tel. 0464.395371) che, in realtà, è un allevamento di trote con cucina. Vittorio Tononi, con papà Salvatore ai fornelli, propone filetti di trota in vario modo (affumicata, marinata, ai ferri con patate e cavolo cappuccio) e gustosi dessert per una spesa che oscilla tra i 15 e i 20 euro, secondo quel che si beve.

L’ultimo indirizzo è il più distante, 15’ di auto per arrivare sopra il passo di San Valentino e imbattersi nel Rifugio Fosce (tel. 0464.391450), dove Federico Veronesi, chef e patron, cucina con prodotti che ha intorno, a partire dalle erbe spontanee. Quindi: tagliere di salumi e formaggi delle malghe, risotto all’aglio orsino con finferli freschi, filettino di maiale cotto nella senape e speck, panna cotta con infuso di menta. Si spendono 28 euro, vini esclusi. Il problema sarà tornare in paese. Ma no, è tutta discesa.
Pier Carlo Capozzi

m.sanfilippo

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