Atalanta, Bellini, Biava e Raimondi
Bergamaschi doc in cerca di gloria

Denominatore comune per Bellini, Biava e Raimondi, i tre bergamaschi doc a disposizione di mister Stefano Colantuono. Tutti candidati, quanto meno in teoria, a cedere la maglia da titolari ai rispettivi compagni di reparto ai nastri di partenza del prossimo campionato.

Atalanta, Bellini, Biava e Raimondi Bergamaschi doc in cerca di gloria
Giuseppe Biava
(Foto di Magni Paolo Foto)

Denominatore comune per Bellini, Biava e Raimondi, i tre bergamaschi doc a disposizione di mister Stefano Colantuono. Tutti candidati, quanto meno in teoria, a cedere la maglia da titolari ai rispettivi compagni di reparto ai nastri di partenza del prossimo campionato.

È la carta d’identità (35 anni di media) a porli in un ruolo non eclatante. Tranquilli e sereni, però, perché di spazio per inserirsi nella formazione tipo ne troveranno, a nostro avviso, in abbondanza. A spalancar loro le porte l’esperienza e il carattere da vendere.

Aver collezionato un gran numero di presenze anche nella massima categoria è un identikit di indissolubile valenza. Valore aggiunto l’irreversibile carica agonistica che si sprigiona una volta annusato il profumo dell’erba. Inoltre se la fisicità e l’atletismo dei tre nascondono sorprendentemente l’età anagrafica è perché hanno sempre condotto una vita, fuori dal campo, all’insegna del professionismo con la classica «P» maiuscola.

Attenzione, comunque, a non declassarli sotto l’aspetto tecnico. In serie A, signori, non si dura così a lungo solo se madre natura è risultata generosa per corsa e per sopportazione alla fatica.

Certo, se la classe calcistica di Bellini, Biava e Raimondi fosse stata, la buttiamo lì, di una spanna superiore staremmo parlando di carriere ancor più brillanti. Ma c’è di che accontentarsi e sicuramente consolarsi al pensiero che il terzetto, appoggiato non a caso, dallo stesso Colantuono rappresenterà uno specifico riferimento anche per l’ Atalanta, edizione 2014-2015. Naturalmente, allineandosi al via del torneo in punta di piedi. Ma scommettiamo su come andrà a finire?

Arturo Zambaldo

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