Atalanta,  ben ritrovato Stendardo Garanzia di efficienza della difesa

Atalanta, ben ritrovato Stendardo
Garanzia di efficienza della difesa

Guglielmo Stendardo, ovvero, l’ esempio di professionalità ed efficienza atletica in persona. Non è del resto da tutti, che a 33 anni e dopo una prolungata permanenza in panchina a guardare i compagni in campo, rispondere «presente» alla prima chiamata del mister.

E che fior di prestazioni le sue, nel giro di cinque giorni, con Napoli e Torino, coincise con altrettanti risultati utili della squadra. Due mesi di assenza, ribadiamo, e non accusarli minimamente al rientro. Dite poco? Nel frattempo nessun accenno a malumori e a quant’altro. Alle parole, in casi del genere frequenti e di troppo, il granatiere di origini napoletane ha privilegiato, puntualmente, il lavoro settimanale rispettando alla lettera le pur legittime scelte e decisioni dell’allenatore.

«La corretta concorrenza va rigorosamente accettata e per di più è motivo di straordinari stimoli». Questo disse Stendardo intervistato dal sito de L’Eco di Bergamo in risposta agli acquisti estivi dei pari ruolo Cherubin e Biava. Nemmeno l’ avanzata trattativa di mercato, destinazione Sampdoria, scalfi la concentrazione e l’ applicazione in palestra e sul manto erboso durante il ritiro precampionato di Rovetta.

La partita di domenica scorsa contro i granata di Ventura ha, inoltre, sentenziato che con Biava, Stendardo costituisce una copia di centrali difensivi non unicamente esperta (anche dalla carta d’identità si evince) ma di felice convivenza. In altre parole sembrava che entrambi avessero giocato insieme una vita, e non quei scampoli di gare quando quattro stagioni sportive or sono vestivano la maglia della Lazio.

E, ancora, in tema di Torino-Atalanta, Stendardo avrebbe potuto addirittura portare in vantaggio i nerazzurri se il portiere Gillet non avesse prodigiosamente deviato un suo colpo di testa dall’esecuzione perfetta dal punto di vista tecnico. Insomma, rispetto anche solo l’inizio della passata settimana, l’Atalanta ha, di nuovo, a disposizione un’altra pedina. E che pedina!


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