Venerdì 18 Luglio 2014

Atalanta, Biava titolare o «chioccia»?

L’uno o l’altro sarebbe Okey!

L’esultanza di Beppe Biava

«Abbiano invocato, appena concluso lo scorso campionato, l’acquisto di Beppe Biava. Sia, comunque, chiara subito una cosa: non è che ritenessimo il centrale difensivo di Cenate Sotto il classico colpaccio di mercato di questa meteorologa instabile estate».

Un acquisto saggio e importante, però, sì. Leggete le ragioni. Primo: l’ ossessionante volontà del giocatore di appartenere, finalmente, nel club numero uno locale, è di per sé già garanzia di un impegno agonistico con la «I» maiuscola. Secondo: la sua integrità fisica, nonostante le 37 primavere certificate sulla carta d’identità, equivale ad una presenza (salvo, naturalmente, l’accidentalità) continua lungo la prossima stagione sportiva. Terzo: il rendimento nella Lazio, anche nel quarto campionato di fila disputato) è risultato più che positivo tanto da meritare puntualmente la sufficienza piena nelle pagelle stilate dalle varie testate giornalistiche. Quarto: una dirittura morale e una vita da atleta inappuntabili gli hanno consentito di prolungare ulteriormente la dignitosa carriera.

Una beatificazione oltre misura? Riteniamo, proprio, di no specie se evidenziamo che il granatiere di casa nostra, come da suo marcato dna, si presenterà a mister Stefano Colantuono con esemplare umiltà o se si preferisce senza alcuna pretesa professionale. Al tempo stesso, definendolo uomo di carattere statene certi che in silenzio e mai sgomitando il posto da titolare sarà duro toglierlo anche se entrerà in concorrenza, per il momento, con Benalouane, Cherubin e Stendardo, terzetto a sua volta alquanto affidabile. E nel caso di un Biava «panchinaro»?

Niente paura: lo stipendio lo meriterà ugualmente a fine mese: la funzione da chioccia per i giovani sia in allenamento che fuori la reciterà nel migliore dei modi così da rappresentare quel valore aggiunto nel contratto economico stipulato con la nuova società.

Arturi Zambaldo

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