Atalanta-Inter, Marino l’ottimista «Due squadre vicine, Ilicic e Icardi i top»
Pierpaolo Marino (Foto by Magni)

Atalanta-Inter, Marino l’ottimista
«Due squadre vicine, Ilicic e Icardi i top»

L’ex direttore generale legge il futuro: «L’Atalanta può tornare in Europa: Zapata in doppia cifra, ok Palomino e Mancini».

Adesso produce vino in Trentino (ha investito su una startup) e prende dei premi, niente male per un appassionato dal palato fine. E fa l’opinionista in Rai, divertendosi a proporre occhiali improbabili («è per tenermi giovane…») e a dare giudizi che fanno sempre discutere.

Perché Pierpaolo Marino non è mai banale, figuriamoci se lo inviti a presentare Atalanta-Inter: di qui la società che ha guidato per quattro anni, di là quella che ha sfiorato per due volte. È noto che i suoi commenti sono sempre molto benevoli col mondo nerazzurro. «Ma non è piaggeria – comincia Marino –, non serve, a Bergamo ho già compiuto il mio percorso. E nei miei quattro anni ho imparato a capire quanto vale l’ ambiente. Per questo dall’Atalanta mi aspetto tantissimo, è l’altra faccia della medaglia. E so che la partita di domani mi dirà tante cose».

Bene, direttore. Ci spieghi tutto.

«L’avete visto il calendario?Io vi dico oggi che da qui a Natale una delle quattro grandi lì ci lascia le penne. Non so quale, ma Bergamo sarà un test: i risultati incideranno sugli equilibri».

Bene. Quindi battiamo l’Inter?

«Non sono un mago, ma io vedo una sfida molto più equilibrata di quello che dice la classifica per due ragioni. Anzitutto l’ambiente: a Bergamo vale il 10% in più. Da avversario, quando arrivavo con Napoli e Roma ogni volta era come giocarsi lo scudetto. E l’ho imparato bene da dirigente: a Bergamo lo stadio “pesa”, le grandi lo sanno…».

E la seconda ragione?

«L’Atalanta arriva da tre vittorie molto convincenti e quindi con una carica eccezionale. L’Inter è altrettanto in salute, però martedì con il Barcellona alla fine ha pareggiato non giocando benissimo. E queste non sono sottigliezze. I giocatori sanno bene come vanno le cose in campo, anche se non lo dicono».

Quindi Atalanta vicina all’Inter?

«Di certo più vicina di quel che dicono le apparenze. E con la consapevolezza di poter usare le sue armi. Questa è una convinzione che ha trasmesso Gasp. Lo dico sempre: Gasperini merita una grande squadra».

Direttore, così non ci fa un favore…

«Capisco, e mi spiego meglio: Gasperini meriterebbe di riprovare in un bacino d’utenza di grandi dimensioni. Anche se è ben chiaro che Bergamo e i Percassi per lui sono l’ambiente ideale. E l’Atalanta ormai è una grande squadra».

Direttore, lei è troppo buono.

«No, guardo solo le classifiche: 4° e 7° posto, più di 130 punti mi pare (132, ndr), meritandosi tutto sul campo. E non è finita».

In che senso?

«Io vedo questa squadra più vicina alla prima che alla seconda Atalanta di Gasperini. Ho visto tutte le partite e mi ricordo solo due prestazioni inadeguate col Cagliari e a Ferrara…».

Direttore lei parla come se si fosse preparato a questa intervista…

«No, ho solo il tempo e la possibilità di vedere bene tutte le partite di A. Quando si gioca in contemporanea registro e guardo con calma in settimana».

Quindi ha sempre visto l’Atalanta.

«Una squadra che ha fatto calcio in 9 gare su 11 lo farà 30 volte su 38, quindi i punti alla lunga arriveranno. E un campionato così equilibrato è un vantaggio se ti è servito tempo. E se vuol scommettere uno dei nostri caffè…».

…accettato. Dica, direttore…

«Per me Zapata a fine stagione supera i dieci gol. Lo conosco, ha giocato nelle mie piazze, Napoli e Udine. Adesso s’è sbloccato, arrivano i campi pesanti e la sua fisicità diventerà fondamentale. Guardo la classifica, vedo l’Atalanta nelle dieci con Zapata che ha segnato un gol e Ilicic fuori due mesi. E col Papu…».

Augurandoci che il suo ottimismo si concretizzi, dell’Inter cosa ci dice?

«Squadra migliorata, e non mi stupirei se a gennaio facesse altri investimenti. Adesso il vincolo Uefa non c’è più, la famiglia Zang non farà figuracce. Penso a Modric, o a Barella….».

Ma è una squadra da scudetto?

«Quello lo vince la Juve. Ma l’Inter contenderà il 2° posto al Napoli, e potrebbe salvare il campionato, altrimenti finisce a inizio primavera...».

E l’Atalanta?

«Per me torna in Europa, perché il calcio ha una sua logica».

Di Atalanta-Inter cosa diciamo?

«Gara spettacolare, si sfidano due tecnici evoluti tatticamente, organizzati e offensivi, che aggrediscono alti. Vedremo due squadre in campo per vincere, poi magari decidono i singoli».

I suoi nomi?

«Se fossi nell’Inter toglierei Ilicic, mentre all’Inter va sempre tolto Icardi. Anche se…»

…giusto direttore, all’Inter togliamo un secondo titolare…

«…no… volevo dire anche l’Atalanta ha Palomino in una condizione strepitosa, e faccio i complimenti a chi l’ha pescato in Bulgaria. E un Mancini che diventerà una certezza del calcio italiano. Raddoppio i complimenti a chi l’ha preso a Perugia».

Direttore è tutto?

«Mi pare di sì, ma ribadisco i complimenti a Bergamo...».

Guardi direttore abbiamo fatto quasi solo quelli...

«Perché sono meritati. I Percassi, insieme a Sartori e Gasperini e contando su tutto il mondo Atalanta hanno creato un contesto speciale. E dovrebbero diventare un esempio per l’Italia e non solo. Poi però succede che tutti lo dicono, ma in pochi lo fanno. Meglio per voi...».


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