Lunedì 25 Novembre 2013

Atalanta, mal di trasferta cronico

Urgono diagnosi e terapie del caso

Colantuono amareggiato
(Foto by Magni Paolo)

Che sia, per l’Atalanta, allarme-trasferta non c’è più alcun dubbio. Ma il pericolo peggiore è che, avanti di questo passo, la malattia possa diventare cronica. Di conseguenza anche le sofisticate terapie d’urto rischierebbero di fare il classico buco nell’acqua. Già le terapie ma ancor prima occorre una circostanziata diagnosi.

Per adesso parla unicamente il pessimo bilancio tracciato fuori casa (sei Ko su sette gare, unica vittoria con il Chievo). Ma individuare la stessa diagnosi, oggi come ogni, rappresenta un problemone. Tutti, del resto, (addetti ai lavori, media e sportivi) siamo pronti a mettere il dito sulla piaga ma a passare alla prescrizione della ricetta ce ne passa. L’amico e collega Roberto Belingheri, quanto meno nell’editoriale su l’Eco di Bergamo invoca, o meglio propone, di portare in ritiro la squadra nella settimana che precede una sfida lontana da Bergamo. Poco male ricorrere all’escamotage ma dubitiamo che sia sufficiente.

Uscirne dalla situazione, che definire preoccupante è altamente verosimile, spetta in prima persona a Stefano Colantuono. E’ il nostro mister chiamato a indossare il camicie bianco immedesimandosi in uno specialista tuttologo (non è una contraddizione)di chiara fama. L’ Atalanta, o meglio la «paziente» a intermittenza in questione è da assistere senza indugio per cercare di guarirla in tempi più ristretti possibili. Con quali medicine? Ci risiamo visto che sino a questo momento non ne abbiamo sentito parlare da nessuno. E considerato il brillante percorso casalingo dei nerazzurri (dei 16 punti blindati in cassaforte ben 13 sono stati conseguiti allo stadio «Azzurri d’Italia») pensate se nelle partite esterne si riuscisse a tenere un passo adeguato o giu di lì. Alzare l’asticella delle ambizioni, proprio, l’indomani di Sassuolo ci vorrebbe un bel coraggio ma se ci dovesse scappare il colpaccio domenica prossima con la Roma...

Arturo Zambaldo

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