Domenica 17 Agosto 2014

Atalanta, privarsi talvolta dei big

è nella sua ultracentenaria storia

Colantuono durante Atalanta-Chievo
(Foto by Magni Paolo Foto)

Sarebbe un’Atalanta da sogno se si allineasse al via del prossimo campionato con l’attuale organico. Nello specifico senza, cioè, privarsi dei big Bonaventura, Carmona, Cigarini e Consigli, elencati in rigoroso ordine alfabetico.

Bene ha fatto, anche di recente, Antonio Percassi a non creare gratuite illusioni anticipando con estrema chiarezza che uno o due giocatori di grido verranno, con ogni probabilità, ceduti. Il tutto coniugandolo con la storia ultracentenaria di una società come la nostra, a salvaguardia di un dignitoso bilancio sportivo e finanziario. L’etichetta di «regina dei club provinciali» appiccicata orgogliosamente addosso la dice lunga visto il record delle presenze in serie A.

Questo rappresenta l’inconfutabile fiore all’occhiello da sbandierare ovunque, figlio di oculate scelte tecniche e gestionali messe in atto da coloro che negli anni si sono susseguiti nella stanza dei bottoni di Zingonia. La famiglia Percassi, da quattro stagioni alla guida, sta dimostrando di non voltare le spalle al passato. E meno male al ricordo di quelle non poche società che compiendo talvolta il passo più lungo della gamba si sono ritrovate, prima o poi, con i libri in tribunale e al tempo stesso a dover scalare, di punto in bianco, le varie categorie ripartendo dal fondo fondo. Tornando all’Atalanta è, comunque, il caso di guardare al bicchiere mezzo pieno.

In virtù di certificate strategie vincenti, sono tre campionati che il tradizionale obiettivo salvezza è stato puntualmente centrato addirittura con parecchie giornate dal termine del campionato. Nell’ultimo torneo per oltre un mese ci si era affrettati (compresi dirigenza e giocatori) a preparare i documenti per il lasciapassare alle manifestazioni calcistiche europee. D’ora in poi? Ricordiamoci sempre che siamo l’Atalanta nonché fieri di appartenere al suo decoroso percorso senza tuttavia disdegnare una qualsiasi botta di vita.

Arturo Zambaldo

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