Bolt show: 9°  oro con la 4x100 - video 4x400 azzurra in finale senza Milani
Usain Bolt (Foto by Foto Ansa)

Bolt show: 9° oro con la 4x100 - video
4x400 azzurra in finale senza Milani

La tripletta di Usain Bolt, al nono oro olimpico, è il piatto forte della 14ª serata di gare ai Giochi di Rio. Quando in Italia è già notte il velocista giamaicano trascina la sua squadra al successo nella staffetta 4x100 in 37’’27.

Centrata l’attesissima tripla tripletta: tre Olimpiadi, nove ori. Come nell’atletica solo Paavo Nurmi e Carl Lewis. Usain divora per l’ultima volta una pista olimpica e con Powell, Blake e Ashmeade chiude da vincitore la sua carriera ai Giochi. Gli Stati Uniti finiscono addirittura terzi dietro al Giappone col record asiatico di 37”60, prima che una squalifica li privi della medaglia a favore del Canada (37”64).

La gioia di Usain Bolt

La gioia di Usain Bolt
(Foto by David Goldman)

La squadra statunitense si prende una rivincita con le donne. Dopo l’entrata in finale con l’insolita semifinale corsa da sole contro il tempo, il team Usa pur correndo in prima corsia, vola in 41”01, seconda prestazione mondiale di sempre, beffando la favorita Giamaica di Thompson e Fraser. La Felix conquista il quinto oro olimpico personale: nessuna donna, in atletica, è mai arrivata a tanto.

L’arrivo vittorioso di Bolt

L’arrivo vittorioso di Bolt
(Foto by DAVE HUNT)

Finalmente si è visto anche un po’ di azzurro allo stadio di Engenhao. Merito delle ragazze della 4x400 che centrano la qualificazione in finale con tanto di record italiano. Benedicta Chigbolu, Maria Elena Spacca, Ayomide Folorunso e Libania Grenot (fuori dunque la bergamasca Marta Milani, relegata al ruolo di riserva) timbrano un 3’25”16, che toglie 55 centesimi al vecchio limite stabilito sei anni fa agli Europei di Barcellona.La 4x400 donne non andava in finale da Los Angeles 1984.

La gioia delle italiane della 4x400 senza Marta Milani

La gioia delle italiane della 4x400 senza Marta Milani
(Foto by SRDJAN SUKI)

La serata dell’atletica ha regalato il primo oro della storia olimpica al Tagikistan, una delle ex repubbliche dell’Unione Sovietica. Dopo una lunga carriera di piazzamenti, il più importante l’argento ai Mondiali di Pechino, Dilshod Nazarov ha portato a casa l’oro del martello dedicandolo al padre, militare ucciso durante la guerra civile degli anni ’90.

Negli sport di squadra sarà la Serbia l’avversario del Dream Team nella finale di basket. La squadra di Sasha Djordevic ha battuto l’Australia 87-61. Dellavedova e compagni se la vedranno con la Spagna per il bronzo.


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