Giovedì 21 Novembre 2013

Cigarini suona la carica:

«Basta perdere in trasferta»

Luca Cigarini, faro del centrocampo atalantino

Passata la pausa per la Nazionale, nel prossimo weekend ripartirà la serie A. L’Atalanta andrà a Reggio Emilia a sfidare il Sassuolo (in campo domenica 24 alle 15) e nella patria del centrocampista Luca Cigarini i nerazzurri cercheranno d’invertire il trend dell’anno, che li vede vincenti in casa e perdenti lontano dal Comunale.

«In casa abbiamo fatto benissimo, arriveranno squadre superiori, ma sappiamo di avere una marcia in più e ce la giocheremo - ha affermato Cigarini -. Da cambiare c’è l’atteggiamento in trasferta, e i risultati, già da questa domenica, tocca solo a noi dare una svolta. Se riusciamo a far bene domenica, e toglierci questo ostacolo mentale, possiamo fare poi partite importanti anche contro le più forti. Ci sono tanti infortunati, anche giocatori fondamentali, però con il Bologna abbiamo vinto comunque nonostante le assenze».

Dopo la scoppola subita dall’Inter, il Sassuolo sembra essersi svegliato, comprendendo cosa sia la Serie A e arrivando anche a pareggiare sul campo della Roma capolista. Tra i neroverdi ritroviamo l’ex atalantino Ezequiel Schelotto, che in Inter-Atalanta della scorsa stagione fu protagonista di uno scontro poco amichevole con lo stesso Cigarini.

«Loro hanno fatto un po’ di alti e bassi sappiamo che sono una buona squadra: sulla carta sono inferiori a noi, ma dobbiamo dimostrarlo. Non c’è bisogno di stemperare nulla, sono cose che succedono e sono già dimenticate, da parte mia non c’è nessun rancore verso Schelotto. Ci saranno tanti miei amici e conoscenti, un motivo in più per fare bene: da piccolo andavo a vedere la Reggiana con mio padre, anche se preferivo passare le domeniche con i miei amici».

Dopo un inizio al di sotto delle attese, quella dell’ex giocatore di Parma, Siviglia e Napoli sta diventando una stagione da protagonista, uno dei leader dello spogliatoio atalantino. «Sto vivendo un momento positivo, sto tornando a fare delle belle partite. La sosta è arrivata in un momento in cui stavamo bene, ma dovremo ripartire da Bologna e dalle ultime prestazioni positive».

«Dall’Udinese in avanti è cambiata la mentalità, ma è stato più un cambio di squadra che personale. Sono qui da parecchio tempo, ed è normale che chi ha più esperienza debba tirare fuori qualcosa di più trascinando quelli che sono meno esperti, su questo punto di vista mi sembra di avere dato una mano importante, adesso però continuiamo così. Di leader non ce n’è uno ma diversi, senza presunzione penso di essere uno di questi».

A Cigarini adesso manca solo una cosa, la Nazionale: il sogno Brasile 2014 al momento rimane tale ma la speranza è l’ultima a morire. «Non ci sono rimasto male, ma non nascondo che in un momento così positivo mi sarei aspettato qualche considerazione in più. La Nazionale è il massimo, ma il ct fa le sue scelte, senza nessun problema. Ci spero ancora, ma non è un’ossessione. Il ruolo non è ben coperto, non ci sono tanti giocatori con questi caratteristiche: come Pirlo non c’è nessuno ma per come gioca la squadra i giocatori adatti ci sono».

Simone Masper

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