Lunedì 13 Gennaio 2014

Comark, cin cin a primato

Ma guai abbassare la guardia

Stefania Frattolillo e il marito Massimo Lentsch presidente della Comark negli uffici del Kilometro rosso di Stezzano

Brindiamo al primato in classifica della Comark nel campionato di quinta divisione nazionale. Una vetta, sia pure in compagnia di Imola, raggiunta in virtù del settimo successo consecutivo, di domenica scorsa, sul parquet del Bernareggio. C’è da esserne orgogliosi anche se un campionato da vertice era stato annunciato all’unanimità sin dalla scorsa estate.

Vale la pena ricordare che dall’istante della stipula del contratto di sponsorizzazione con la Comark spa, il suo titolare, Massimo Lentsch disse, senza mezzi termini, che l’obiettivo si identificava con l’immediata promozione. Alle parole seguirono subito i fatti, ovvero, gli ingaggi dell’«americano bergamasco doc» Masper e quelli dei concreti Bernardi e Mercante. Ma c’è di più. Sempre Lentsch, per blindare l’altisonante progetto ha dato il là all’operazione-rinforzi ampliando l’organico, di recente, con Zanelli, altro pezzo da novanta, con alle spalle una decina di campionati di serie A. Aquisito lo scettro del comando del girone le quotazioni della Comark sono di colpo aumentate? Si e no. Da disputare mancano la bellezza di dodici gare, una vita insomma. E al salto di qualità diretto avrà diritto unicamente il team che si piazzerà in testa al termine della regular season.

Per le squadre a seguire ci sarà a disposizione un altro posto da contendersi nella rischiosa lotteria dei playoff. Insomma, abbassare la guardia anche di un sofio potrebbe provocare seri guai. Un contributo agli ambiziosi traguardi societari lo potrebbero portare gli appassionati baskettari di casa nostra, nostalgici più che mai del pallone a spicchi d’èlite gustato ai tempi di Alpe e Celana. Un dato di fatto bene augurante si è, comunque, già riscontrato: rispetto a un anno fa, gli spettatori al Centro sportivo Italcementi, di via Statuto, per assistere alle partite interne della Comark si sono più che raddoppiati.

Arturo Zambaldo

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