Lunedì 31 Marzo 2014

Comark, Lentsch suona la carica

«A un passo dalla promozione»

Massimo Lentsch, presidente della Virtus Bergamo di Basket

Tutto è bene ciò che finisce bene. Solo a sei secondi dal termine, la Comark ha realizzato il punto del sorpasso a Calolziocorte in virtù del quale si trova a un passo dalla promozione. Al team cittadino si chiede, adesso, di vincere domenica, a Bergamo, contro Milano per festeggiare il salto di qualità con una settimana di anticipo rispetto alla conclusione del torneo.

Il fisiologico spavento a lieto fine accusato sul parquet lecchese va dunque metabolizzato subito. Quel che conta è concentrarsi adeguatamente sul prossimo decisivo confronto. D’accordo che, poi, ci sarà un altro turno da disputare ma guai gettare al vento l’occasionissima che ci regala questa stagione sportiva.

Occhio all’avversaria che scenderà alle 18,30 sull’arena del Centro Sportivo Italcementi, di via Statuto. Il quintetto lombardo, terzo in graduatoria con altre quattro formazioni dietro a Imola, in teoria dispone ancora qualche chanches di primato. Condizione assoluta, però, è un blitz in terra orobica. Insomma si contenderanno l’ambita posta in palio due compagini che più motivate di così proprio non si può.

Già in totale clima della sfida è il presidente Massimo Lentsch, presente, ovviamente pure a Calolziocorte «Domenica notte – sono sue parole - non ho chiuso occhio tant’è l’adrenalina accumulata, a Olginate, contro Calolziocorte. Meno male che proprio all’ultimo istante della partita si è evitato di pagare il gravoso dazio. Ma è giunto il momento di proiettarci intensamente sulla gara di domenica visto che avremo l’inestimabile opportunità di coronare il prestigioso obiettivo fissato, del resto con enfasi, in estate. Mi sembra, dunque, il caso di inviare forti e chiari messaggi ai giocatori riassumibili nel prepararsi al meglio sotto ogni aspetto. Mi sento, poi, di garantire alla squadra un enorme contributo da parte dei tifosi io compreso: affolleremo l’impianto sportivo come del resto si è fatto, puntualmente, sin qui». Ma c’è da dubitarne?

Arturo Zambaldo

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