Gasperini, Zidane ha il dna del calcio La battuta: «Per fortuna non gioca più»
Zidane allenatore del Real Madrid

Gasperini, Zidane ha il dna del calcio
La battuta: «Per fortuna non gioca più»

«Quando lui era alla Juventus e io ero l’allenatore della Primavera bianconera, finiti i miei andavo a vedere gli allenamenti della prima squadra – ricorda il tecnico dell’Atalanta –. Era capace di giocate straordinarie, un top player per cui non trovo paragoni».

«Per fortuna Zidane non gioca». Alla vigilia dell’ottavo casalingo di andata di Champions League (si gioca mercoledì 24 febbraio allo stadio di Bergamo alle 21), Gian Piero Gasperini in videoconferenza coi giornalisti fa una battuta sul collega del Real Madrid: «Quando lui era alla Juventus e io ero l’allenatore della Primavera bianconera, finiti i miei andavo a vedere gli allenamenti della prima squadra – ricorda il tecnico dell’Atalanta –. Era capace di giocate straordinarie, un top player per cui non trovo paragoni. Quando ha smesso di giocare ha iniziato a vincere anche da allenatore, confermando di essere un grandissimo di questo sport: ha il dna del calcio dentro».

I nerazzurri non si fidano delle assenze nelle file altrui: «Il Real in Champions si trasforma. A Milano con l’Inter ricordo una grande personalità e qualità. Le assenze tolgono giocatori importanti e talento, ma mi pare che la squadra così abbia saputo diventare più umile e infatti è risalita di parecchio in classifica nella Liga», prosegue Gasperini. Sulla tattica, l’uomo sulla panchina dei bergamaschi rimane abbottonato: «Non snaturiamo le nostre caratteristiche, ma è ovvio che debbano esserci certi accorgimenti. Contro il Real verificheremo la nostra reale consistenza: abbiamo il vantaggio di saper di dover fare al meglio delle nostre possibilità - chiude -. Avere fiducia e ambizione non significa avere presunzione, in alcuni casi quest’anno purtroppo c’è stata: abbiamo pagato talvolta l’eccesso di pressioni che ci siamo messi addosso. Di sicuro dobbiamo mantenere la nostra identità».

Intanto il Real ha lasciato Madrid intorno alle 11 di stamattina per approdare in quel di Bergamo dove i più attenti hanno avvistato anche il bus della squadra blasonata.

Al suo fianco, Luis Muriel si rammarica per la partita a porte chiuse: «Per il pubblico di Bergamo non poter assistere a questi grandi eventi nel nostro stadio, vedi Ajax e Liverpool in precedenza, è una grande delusione. Questi sono momenti da condividere coi nostri tifosi, sempre vicini fin dagli anni in cui si lottava per risultati un po’ diversi da quelli di adesso. Speriamo di riaverli il più presto possibile perché possano godere di quello che stiamo facendo».


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