Mercoledì 13 Novembre 2013

Indimenticabile il suo «meaaa»

A 91 anni è morto Bepi Casari

Bepi Casari in uno scatto degli anni Quaranta

É morto nella serata di martedì 12 novembre Giuseppe Casari, conosciuto da tutti come Bepi, storico portiere dell’Atalanta negli anni Quaranta e Cinquanta. Aveva 91 anni e risiedeva a Bergamo.

I funerali saranno celebrati venerdì alle 10.30 nella chiesa di Sant’Alessandro della Croce, in Pignolo. La camera ardente è allestita all’ospedale Bolognini di Seriate.

Un nome conosciutissimo, il suo, nel mondo del calcio e dello sport bergamasco. Bepi Casari era ricoverato al Bolognini di Seriate per un malore che aveva avuto nei giorni scorsi: nella serata di mercoledì aveva cenato regolarmente in ospedale per poi coricarsi. Proprio a letto il malore che non gli ha dato scampo.

Nato a Martinengo il 10 aprile del 1922, Bepi Casari è stato il mitico portierone nerazzurro, con la stazza imponente, ma dall’agilità sorprendente. Le sue parate erano spettacolari e le sue mani erano tenaglie che bloccavano il pallone.

Un uomo carismatico, un vero trascinatore. Il suo «meaa» urlato a squarciagola prima di uscire in presa alta era un preciso ordine dato ai compagni di squadra che gli dovevano lasciare così la palla.

Arrivato in Nazionale (partecipò alle Olimpiadi di Londra del 1948 e al Mondiale del 1950 in Brasile), passò alla storia già da inizio carriera per un plastico intervento in presa alta all’incrocio dei pali che negò il gol del pareggio al grande Valentino Mazzola in una partita vinta a Bergamo dall’Atalanta contro il Grande Torino.

Celebre anche la rincorsa a tutto campo a Sentimenti IV, portiere della Juventus che, dopo averlo battuto trasformando un calcio di rigore, gli fece il gesto dell’ombrello.

Conosciutissimo a Bergamo, a fine carriera si trasformò in grande appassionato di arte moderna. La sua ultima partita vista in tv è stata Atalanta-Lazio, dello scorso 20 ottobre. Un match che gli piacque molto e che lo emozionò enormemente.

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