Martedì 23 Settembre 2014

L’allarme della Bergamo Nuoto:

«Piscine occupate, perdiamo atleti»

Le piscine Italcementi

In una lettera Beatrice Ferrara, presidente dell’Ads Bergamo Nuoto, partendo dai brillanti risultati della tuffatrice Granelli, esprime tutta la sua preoccupazione per la mancanza di condizioni ideali per consentire l’adeguato allenamento. Il rischio è di perdere atleti, costretti a emigrare per coltivare i loro sogni. Ferrara auspica un concreto aiuto da parte dell’amministrazione comunale. Ecco la sua lettera integrale.

«Laura Anna Granelli per una manciata di punti (8) non ha conquistato lo scorso 9 settembre la finale della sua prima gara mondiale dal trampolino da 1 metro, piazzandosi 14ma su 24 atlete nella gara preliminare, lasciandone alle sue spalle molte tra le più forti del panorama internazionale».

«Il commissario tecnico della Nazionale Giovanile Oscar Bertone è comunque stato soddisfatto della prestazione, per lui è stato un peccato che Laura abbia commesso alcuni errori che le non le hanno consentito di entrare nella rosa delle prime dodici, soprattutto per mancanza di esperienza di gare internazionali di questa importanza, ma la finale era sicuramente alla sua portata».

«Meno bene nella specialità olimpica del trampolino da tre metri, che a Bergamo quest’estate durante gli Europei Junior con il sesto posto le è valso il pass per partecipare ai mondiali. Purtroppo una serie di imprecisioni non le hanno consentito di guadagnare una posizione dominante ed ha terminato la sua prestazione piazzandosi al 20mo posto su 28 atlete».

«Da tre metri tutte le Nazioni hanno schierato le atlete più competitive (tutte le nazioni più forti erano presenti con due atlete ciascuna) e la sorte di dover saltare proprio dopo l’atleta cinese non è stata decisamente favorevole sotto il profilo psicologico...».

«Ora Laura Anna si prepara quest’anno ad affrontare il salto di categoria e questa importante esperienza , che l’ha vista competere come unica atleta italiana della sua categoria a un Mondiale, le darà stimolo a «cambiare passo», dato che difficilmente l’atleta bergamasca in Italia non sale sul gradino più alto del podio, ma nel mondo è tutta un’altra storia».

«Al suo rientro comunque molta soddisfazione per l’esperienza e un grande rammarico , l’impossibilità a Bergamo, nella sua amatissima città , di potersi allenare adeguatamente. I risultati di un atleta di questa disciplina passano da un duro lavoro in palestra , oltre che in acqua. Invece all’Italcementi da dieci anni viene richiesto uno spazio per l’allenamento a secco che non viene mai concesso e la squadra dei tuffi deve necessariamente andare ad allenarsi nella palestra di Seriate (una delle poche a disporre di un’altezza di almeno 5 metri per poter effettuare in sicurezza i salti dal trampolino elastico, nonostante all’Italcementi gli spazi adeguati ci sarebbero) perdendo tempo prezioso e concentrazione (l’allenamento a secco dovrebbe infatti sempre precedere quello in acqua)».

«Ogni anno si devono rifiutare moltissime iscrizioni di bambini che vorrebbero sperimentare questa disciplina ….se ci fossero spazi acqua adeguati e una piccola palestra dedicata gli atleti sarebbero più di 300 invece che un centinaio e Bergamo diventerebbe una delle città di riferimento nazionale di questo sport».

«Amara considerazione finale, all’indomani del suo rientro Laura Anna ha affermato che se non cambieranno le condizioni, soprattutto di allenamento a secco , e quindi ci potrà essere la disponibilità di una palestra, sarà costretta a «espatriare» a Bolzano , Trieste o Roma, unici centri in Italia che consentono una preparazione adeguata per poter competere a livello internazionale… ed è la prima volta che lo afferma, nonostante ami moltissimo la sua città, ma dovrebbe rinunciare definitivamente al suo sogno se non cambieranno le condizioni».

«I problemi sono forse ancora più pesanti se si pensa che ogni anno la Bergamo Infrastrutture diminuisce la disponibilità delle corsie alla Bergamo Nuoto, società di riferimento della città, che ha dato all’Italia tanti campioni, ma che per la cronica mancanza di spazi non ha mai potuto trattenerli. Leggiamo un paio di giorni fa una dichiarazione della Bergamo Infrastrutture che si compiace per aver stabilito di concedere a scapito dei tanti bambini e ragazzi che dovranno smettere di fare sport acquatici, due corsie dedicate al nuoto libero per tutto il giorno».

« Peccato che dai rilievi fatti lo scorso anno i nuotatori del “nuoto libero” sono in contemporanea , soprattutto negli orari preziosi agli allenamenti dei giovani atleti della città solo 3 o 4 , perché concentrati negli orari extra lavoro, mentre sono decine e decine i giovani e i giovanissimi che dovranno rinunciare a praticare lo sport agonistico, nell’unica piscina nata negli anni 60’ per un obiettivo specifico : far imparare a nuotare e a impegnare nell’attività agonistica le nuove generazioni della città…, mentre da tanti anni a questa parte sono nate come i funghi piscine non adatte all’agonismo e molto più piacevoli per la pratica del nuoto libero (praticamente in ogni paese della Bergamasca , quasi in ogni quartiere ed è per questo che i “nuotatori liberi” sono delle “mosche bianche” all’Italcementi!)».

«Non per questo il nuoto libero deve perdere la disponibilità della piscina pubblica, ma si dovrebbe fare i conti con le reali esigenze dell’utenza, magari confrontando per una volta i dati di chi le piscine e gli impianti natatori li gestisce professionalmente e la Bergamo Infrastrutture si accorgerebbe che il nuoto libero occupa più di una corsia solo in alcune fasce orarie della giornata (e talvolta è assente a favore di corsi o della pratica sportiva)».

«È perfettamente inutile realizzare una meravigliosa piscina olimpionica estiva, se tutto l’anno lo spazio acqua non esiste per far allenare i ragazzi che desiderano dedicarsi agli sport acquatici, magari inserendo le due corsie del nuoto libero al centro dell’allenamento della pallanuoto, non consentendo la possibilità di effettuare nemmeno una partita!»

«Oppure inserendo le due corsie nel bel mezzo del sabato pomeriggio durante gli allenamenti dei disabili della Phb! O facendo nuotare ammassati in una corsia 25 giovani agonisti! O meglio ancora impedendo l’utilizzo dei trampolini di una delle due sole piscine in Lombardia che dispongono di un impianto di tuffi! (ci sono atleti che arrivano da molto lontano per poter praticare questa disciplina non presente in nessun’altra piscina)».

«In questo momento inizia la stagione tra mille difficoltà e ci auguriamo di avere finalmente un interlocutore della nuova amministrazione in grado di dare risposte concrete e che analizzi le necessità dell’utenza , senza andare a scapito del pubblico , ma con la volontà di non “uccidere” lo sport giovanile. Nella nostra città siamo abituare al “fare” e a trovare le soluzioni anche dove le criticità sono pesanti…..non vogliamo vedere spegnersi il sogno dei nostri atleti costretti ad andarsene e rinunciare a allenare le nuove generazioni della nostra Bergamo. L’augurio è quello di essere finalmente ascoltati».

Beatrice Ferrara

Presidente

Ads Bergamo Nuoto

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