Lunedì 24 Ottobre 2011

Monsignor Mazza su Simoncelli:
«Siamo di fronte al mistero della vita»

«La vita è un dono, vale la pena metterla così a rischio?». Monsignor Carlo Mazza, vescovo di Fidenza ed ex responsabile sport della Cei, si interroga sulla tragica fine di Marco Simoncelli. E le sue conclusioni sono sofferte e contrastanti.

«Perchè - spiega all'agenzia Ansa - noi possiamo fare tante riflessioni su quanto è accaduto e sulla problematica del rischio nello sport che in alcune discipline è notevole. Ma alla fine uno segue quello che è il suo istinto profondo, la sua vocazione chiamiamola così, ad affrontare rischiosamente la vita. La vita come estro, insomma. Tutti lo sanno, lo sanno per primi gli atleti, lo sanno anche i genitori che è uno sport che potrebbe produrre delle situazioni molto critiche. Però c'è in alcuni una forza interiore così prorompente che è difficile controllare. Certo - prosegue Monsignor Mazza -, anche in una situazione così difficile da analizzare noi possiamo fare tutte le nostre osservazioni, specialmente dal punto di vista pedagogico: cioè dobbiamo educare i ragazzi ad avere il dominio di sè stessi e delle proprie passioni, dei propri istinti orientandoli alle virtù, alla temperanza della prudenza».

«Se io propongo delle situazioni di rischio - riprende il vescovo di Fidenza - devo capire prima di tutto se il rischio vale la pena di correrlo, per quali valori e fini corro il rischio. La vita è un dono straordinario, devo custodirlo e coltivarlo ed esprimere della vita, che è un dono, tutta la sua pregnanza. Certamente lo sport non è fare le cose a casaccio, perchè questi sono sport professionistici e certamente hanno tutte le precauzioni necessarie, quindi non bisogna neanche essere troppo superficiali nel giudicare. Però alla fine si tratta di capire se questo sport fa un uomo migliore o no. Esprime le potenzialità dell'umano? Queste potenzialità sono all'interno di un percorso etico che dà valore all'umano o lo mette in pericolo? È un rischio calcolato? Le riflessioni devono essere molto grandi e profonde perchè abbracciano diversi aspetti dell'umano».

«A me - conclude monsignor Mazza - piange il cuore di fronte a queste cose, ma penso a tutti gli uomini di buona coscienza. E poi mi chiedo, ne vale la pena? Siamo di fronte al mistero della vita...».

a.ceresoli

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