Lunedì 19 Dicembre 2011

Palazzi al lavoro sul nuovo filone
Atalanta, rischio di altre sanzioni

Le indagini sportive sul calcioscomesse avranno un processo bis. Il procuratore federale Stefano Palazzi, secondo quanto si apprende, è infatti al lavoro sul nuovo capitolo dello scandalo che ha condotto a 17 arresti, tra cui quello di Cristiano Doni: Palazzi quando chiuse l'inchiesta sul primo filone aveva aperto un fascicolo bis in attesa di ulteriori sviluppi e adesso ha chiesto al procuratore di Cremona Di Martino di poter avere copia degli atti utili ai fini dell'inchiesta sportiva.

Naturalmente è ancora prestissimo per ipotizzare quali potrebbero essere le ripercussioni sulla classifica dell'Atalanta. Doni e il club sono già stati sanzionati dalla giustizia sportiva (il giocatore con 3 anni e mezzo di squalifica e la società nerazzurra con 6 punti di penalizzazione) per Atalanta-Piacenza 3-0 e per Ascoli-Atalanta 1-1, per cui il club nerazzurro potrebbe rischiare un'ulteriore penalizzazione per Padova-Atalanta 1-1, la terza partita «sospetta» che vede protagonista la squadra atalantina.

Una sanzione che potrebbe essere molto pesante se venisse appurata anche la responsabilità diretta della società, peraltro tutta da dimostrare. E pensare che l'Atalanta era in attesa di uno sconto: la pronuncia del Tnas sul ricorso contro i sei punti di penalità è attesa per gennaio. 

IL CASO PADOVA-ATALANTA
Sulla partita Padova-Atalanta del 26 marzo, finita 1-1, Gianluca Tuccella davanti al gip di Cremona aveva confermato di sapere di una combine. Tuccella, portiere di una squadra di calcio a 5, aveva sottolineato sia di aver appreso dall'odontoiatra Marco Pirani che la partita Padova-Atalanta era stata truccata a livello di società, sia di aver parlato con un grande amico di Doni il quale gli aveva confermato l'avvenuta combine, tanto che lo stesso capitano aveva giocato diecimila euro sul risultato, tramite un amico.

Nelle mani degli inquirenti c'è una telefonata intercettata tra Pirani e Tuccella alle 20,10 del 25 marzo, in cui il dentista informa l'amico del risultato finale della partita del giorno dopo, spiegando: «Vai tranquillo, ho le conferme dirette, è un discorso tra società». La telefonata compare anche nel testo dell'ordinanza, nel quale il gip aggiunge che «la prova dell'effettiva combine si ricavava allorquando una delle persone intercettate comunicava che sulla partita, nella giornata di giovedì 24 marzo 2011, erano già stati giocati su vari siti asiatici 23 milioni di euro».

A livello di giustizia sportiva Padova-Atalanta ha portato a quattro deferiti (Erodiani, Buffone, Sommese e Tuccella) ma le società e i giocatori non sono risultati coinvolti. La commissione Disciplinare, però, ha scritto che «emerge che il risultato della gara era stato probabilmente concordato tra le due società» ma «la procura federale non è stata in grado di acquisire ulteriori elementi validi di prova».

All'epoca del primo filone dell'inchiesta si diceva che le prove sarebbero potute arrivare più avanti o essere già nelle mani degli investigatori di Cremona, che a metà giugno avevano ottenuto i rinforzi della polizia postale, dello Sco (Servizio centrale operativo) e della squadra Mobile di Brescia, affiancati alla Mobile di Cremona. E ora le prove sembrano essere arrivate.

fa.tinaglia

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