Rossi, ci vuole rimonta da leggenda: devo partire bene e recuperare subito

Rossi, ci vuole rimonta da leggenda:
devo partire bene e recuperare subito

Partire ultimo lo solleverà dalla pressione e scatenerà il suo desiderio di rivalsa. Chi cerca di vedere comunque il bicchiere mezzo pieno prova a tirare su il morale di un abbacchiato Valentino Rossi con questa formula magica.

Lui, nell’ospitality gremita della Yamaha Movistar, fa buon viso a cattivo gioco, abbozza un sorriso e confessa: «Avrei preferito essere con i primi...». Ecco, il punto è questo: fosse stato un Gran Premio qualunque Rossi l’avrebbe potuta interpretare come l’ennesima sfida al suo immenso talento.

Ma a Valencia, ultimo appuntamento del 2015 (ore 14, diretta su Sky ma anche su Cielo e MTv8), è in gioco un titolo mondiale a cui tiene (teneva?) tantissimo. «Che gara sarà? La definirei “diversa”. Cambieranno le priorità. Bisognerà partire bene e vedere di recuperare un bel po’ di posizioni già dai primi giri. Ci vorrà un po’ di c...».

Jorge Lorenzo, Marc Marquez and Dani Pedrosa a Valencia. Rossi spera che vinca uno della Honda

Jorge Lorenzo, Marc Marquez and Dani Pedrosa a Valencia. Rossi spera che vinca uno della Honda
(Foto by Eduardo Manzana)

Intanto c’è una notte per limare i particolari dell’assetto e poi il warm up per capire con che spirito indossare la tuta e salire in moto, guardando tutti dal fondo dello schieramento. «Sarà importante il lavoro che riusciremo a fare per il mio passo. Perché dopo i primi 5-6 giri conterà il ritmo gara, quindi sarebbe importante essere qualche decimo sotto i tempi di quelli che devo raggiungere. Allora potrei farcela. Poi, partendo 26°, sinceramente faccio un po’ fatica a capire dove posso arrivare. Sfortunatamente, a questo punto non dipende più solo da me».

Valentino Rossi a Valencia

Valentino Rossi a Valencia
(Foto by MANUEL BRUQUE)

La giornata delle sue qualifiche «finte» era iniziata bene «perché in mattinata sono andato forte, con un buon passo. Ero abbastanza contento e per il pomeriggio avevamo modificato poco. Invece ho fatto più fatica perché sia davanti che dietro ho sofferto, il caldo non mi ha aiutato e facevo più fatica a girare. Dalla FP4 abbiamo deciso di modificare la moto, provare un’altra soluzione, tanto in qualifica non mi giocavo niente, ma non abbiamo risolto il problema. Allora siamo tornati alla moto del free practice. Avevo un’altra gomma, ci ho provato. Stavo facendo un buon giro, dopo il T2 ero abbastanza veloce, ma ho commesso un errore, sono scivolato. Ma non cambia gran che, tanto dovevo partire ultimo comunque».

E in gara? «Bisogna solo cercare di andare più forte possibile, prendere una buona dose di rischi, senza esagerare. E vedere cosa succede davanti. Come definirei la mia situazione? “Difficile”, “complicata” mi sembrano aggettivi appropriati”. Dopo la botta della sanzione decisa a Sepang e il «no» del Tas alla sua richiesta di sospensiva, la pole di Lorenzo è un altro smacco.

Ma «il pugno più grosso l’ho preso in Australia, lì è successo qualcosa che non mi aspettavo. Il resto è stato tutto una conseguenza - risponde Rossi, dimostrando che il ricordo di quel Marquez che tira la volata di Lorenzo a Philip Island proprio non riesce a digerirlo -. Io però mi sento bene, ormai quel che è stato è stato. Devo cercare di concentrarmi e dare il massimo. Magari partire bene e fare una bella rimonta sarà anche divertente. Mi sto concentrando soprattutto per andare forte ed essere competitivo».

Quanto scommetterebbe Rossi su una vittoria di Lorenzo? «Dipenderebbe quanto la pagano (ride). Ma anche Pedrosa e Marquez sono andati forte, gli darei il 33% a testa di probabilità». Quanto giocherebbe sul suo decimo mondiale nessuno però ha il coraggio di chiederlo.


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