Sofia Goggia, l’attesa è ormai finita Pronta a scendere in pista a Garmisch

Sofia Goggia, l’attesa è ormai finita
Pronta a scendere in pista a Garmisch

Rientro giovedì 24 gennaio in Coppa del Mondo dopo l’infortunio di ottobre. La bergamasca farà le prove di discesa e poi deciderà se gareggiare.

Sofia, ci siamo. La campionessa olimpica di discesa è finalmente pronta per l’attesissimo ritorno al cancelletto. A 98 giorni dall’infortunio al malleolo occorsole durante un allenamento di gigante ad Hintertux, Goggia prenderà parte – da giovedì 24 gennaio - alle prove della discesa di Garmisch, in Germania, per poi decidere se schierarsi al cancelletto di partenza nella gara di sabato 26 (alle 10) e al superG di domenica 27 (alle 11,30).

La bergamasca dunque è pronta a riabbracciare il circo bianco a 315 giorni dall’ultima volta in Coppa del Mondo, il vittorioso superG di Are, località svedese che a febbraio ospiterà la rassegna iridata, vero obiettivo stagionale: «Probabilmente ritornerò presto alle competizioni – ha spiegato nel corso di un intervento a Rtl 102.5, radio che sarà al suo fianco fino alle prossime Olimpiadi di Pechino 2022 -, non so ancora con esattezza quando però la settimana prossima farò le prove della discesa libera di Garmisch e le prenderò come un test per vedere se gareggerò ai Mondiali».

La finanziera morde il freno, facendolo tuttavia con tutta la cautela del caso e non potrebbe essere diversamente in un contesto di questo genere: «La voglia è veramente tanta – ha proseguito Goggia - e il digiuno ti fa venire ancora più fame. Chiaramente però sono in un momento in cui non ho ancora giorni di sci nelle gambe e, anche se il piede ultimamente ha fatto registrare grandi progressi, testerò a Garmisch sia la sua tenuta sia se e quanta benzina ho nelle gambe».

Il più classico dei warm up perciò andrà in scena sulla Kandahar 1 e coinciderà con il più classico dei colpi di spugna all’ennesima tappa sofferta nel percorso della fuoriclasse di Astino: «È stato un cammino difficile – ha ammesso la fuoriclasse di Astino – e l’ultima parte è stata tostissima. Quando ho rimesso gli sci il dolore è stato lancinante, la calcificazione dell’osso ha bisogno di un lungo tempo per guarire. Mai avrei immaginato che sarebbe stato così, ovvero pensare addirittura di ricominciare con uno sci da turista».

Ancora una volta però – l’ennesima - il peggio è ormai alle spalle nonostante il rientro richieda un procedere per gradi più che mai accorto nonostante il richiamo di Are e l’irresistibile fascino dei colori dell’iride abbiano un potere ammaliatore. Ma Sofia sa bene come non farsi ingolosire, cosi come non farsi schiacciare dalla pressione dell’obbligo di un risultato che non c’è. Non deve esserci.

Al netto di oro olimpico al collo che, indubbiamente, ha un peso specifico notevole anche sotto questo profilo.


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