Un’Atalanta operaia da sogno
E ora sotto con l’Apollon

Gli applausi per Spinazzola dei tifosi che hanno invaso Lione con ogni mezzo

Un’Atalanta operaia da sogno E ora sotto con l’Apollon

Dovevano essere 0 per chi interpreta il calcio come matematica, sono 4 punti, voglio dire primo posto, il sogno continua. C’è di che gioire di queste prime due partite con l’Atalanta in Europa League: 1-1 in terra di Francia, contro il Lione destinato a distruggere mari e monti con la sua forza d’attacco e volare in testa il girone. Diversamente l’hanno pensata Papu Gomez e compagni.

Diversa e quasi contratta nel primo tempo la formazione di Gasperini: l’avversario è forte ed incute timore, le sfuriate francesi fanno male ed un gol che alla fine del primo tempo avrebbe sotterrato chiunque, non i nerazzurri che già al 2’ della ripresa mostrano di voler rientrare in partita. Cristante delude e lo si capisce fin dalle prime battute che sarà un altro match rispetto all’Everton: bisogna saper soffrire e due su tutti sono l’esempio di un’Atalanta tornata operaia per l’Europa. Masiello e Caldara, il simbolo di chi ha saputo riemergere dalle disgrazie e tornare protagonista e chi, orgoglioso delle proprie origini, dimostra di essere pronto per la grande Juventus. Chi «che fece per viltade il gran rifiuto», in certi versi ed in termini danteschi la versione estiva del caso che riguarda un esterno nerazzurro, dopo Lione e Firenze merita una nuova contestualizzazione: ecco che tra i più positivi, e immaginiamolo cosa potrebbe fare al top della forma, c’è Leonardo Spinazzola, che è uscito tra gli applausi degli atalantini e tra i migliori ìn campo, in attesa del rientro allo stadio di Bergamo proprio contro la squadra scatenante della querelle stiva, la Juventus, in campo all’ombra della Maresana nel week end alle porte.

Alla fine era sotto la postazione a riceversi il meritato applauso, perché il calcio da un giorno all’altro fa giustamente dimenticare tutto: dopo la prestazione di Gomez e compagni il secondo applauso va a loro, i tifosi nerazzurri. Hanno invaso Lione, nonostante dalla diretta video il loro spettacolo sia stato ripreso solo all’inizio e alla fine del match, e hanno potuto godere, fortunati loro, di un’impresa che varrà molto ai fini della qualificazione, Apollon Limassol permettendo. Ma la testa è già al primo dei due match con i ciprioti, il 19 ottobre a Reggio Emilia: chiudere l’andata a 7 punti vorrebbe dire molto.

E se «Parigi val bene una messa», detto divenuto famoso per la conquista del regno di Francia per Enrico IV, anche per gli atalantini diventa il lascito della serata di Lione. Difendersi contro una formazione con maggiore qualità, purgarli con una perla dello «sconosciuto» Papu Gomez, quando anche gli speaker di Sky fanno di tutto per parlare dei quartieri dove hanno giocato i ragazzi del Lione prima di crescere all’ombra dei campioni dei primi anni 2000, allora val bene «snaturarsi» per un punto da primato, e continuare a volare. Contro i ciprioti conterà vincere, per entrare nella storia dal portone principale.

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