Zappacosta, il pilastro europeo
«Se non mi chiama una big resto qui»

Dei tre è l’atalantino con più possibilità di giocare. Per dirlo chiaro sulla carta lui è intoccabile. Nell’Italia under 21 il ct Gigi Di Biagio tendenzialmente cambia tutti, ma non il suo terzino destro: quello è sempre Davide Zappacosta.

Zappacosta, il pilastro europeo «Se non mi chiama una big resto qui»

Da due anni, con qualsiasi modulo si giochi. Perché Marco Sportiello è l’ultimo arrivato e deve rispettare la gerarchia dei portieri: davanti a lui ci sono Bardi e Leali. E Daniele Baselli, il terzo atalantino convocato, a centrocampo deve fare i conti con una concorrenza che fa paura: Sturaro (Juventus) e Cataldi (Lazio) sulla carta gli sono davanti. «Io non faccio questi conti - comincia Zappa -, mi alleno sodo perché so che il mister sceglie per meriti, non per curriculum. Certo che spero di giocare, abbiamo conquistato queste finali, adesso proveremo a vincere l’Europeo».

La favorita dell’Europeo? «Non c’è la Spagna, la Germania è forte, nel nostro girone l’Inghilterra è testa di serie, il Portogallo è considerato tra le squadre più tecniche, la Svezia è per tutti una rivale organizzata e fastidiosa. Vedremo».

Quanto «peserà» l’Europeo sul suo futuro? «Le finali dell’Under 21 sono un bel palcoscenico, ma oggi gli addetti ai lavori seguono tutti per dieci mesi l’anno. E io a Bergamo sto bene, posso continuare a crescere. Se arrivasse una delle 6-7 big chi non ci penserebbe? Ma per una soluzione diversa, perché lasciare Bergamo?».

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