Vuole ingrandire il maneggio di famiglia Incendi ed estorsioni ai vicini di campo

Vuole ingrandire il maneggio di famiglia
Incendi ed estorsioni ai vicini di campo

È stato arrestato un 37enne gestore di un maneggio a Dalmine. Sarebbe responsabile di incendi dolosi, tentate estorsioni e tentato omicidio.

Incendi dolosi, tentate estorsioni, tentato omicidio e stalking: sono queste le accuse collezionate da un 37enne di Dalmine, il tutto per ampliare il proprio maneggio di famiglia ai danni dei vicini. È stato arrestato dai carabinieri di Treviglio il gestore di un maneggio a Dalmine.

Nella mattinata di martedì 5 marzo, con l’arresto su ordinanza di custodia cautelare in carcere di G. O., 37enne di Osio Sotto, di professione coltivatore diretto e gestore a Dalmine di un maneggio insieme ai propri familiari, è arrivata da parte dei Carabinieri della Compagnia di Treviglio la svolta su una pluralità di episodi molto gravi, iniziati l’estate scorsa e susseguitisi poi anche nei mesi successivi in termini pressoché incessanti. I reati contestati sono diversi: tentate estorsioni continuate, detenzione e porto illegale in luogo pubblico di un’arma comune da sparo (una calibro 357) e di munizionamento, incendi dolosi in danno di abitazioni, aziende e autovetture, atti persecutori e anche tentato omicidio. Le indagini condotte dagli investigatori della Compagnia di Treviglio sono state coordinate dal sostituto procuratore Antonio Pansa della Procura della Repubblica di Bergamo. La misura cautelare è stata invece emessa dal gip del Tribunale di Bergamo Massimiliano Magliacani.

Il tutto ha inizio quando il 37enne, con veri e propri tentativi di estorsione, provò più volte a convincere i proprietari di un campo agricolo a cedergli il terreno, arrivando a minacciare anche i lavoratori occupati su tale area. Addirittura in alcune occasioni offrì anche somme di denaro a coloro i quali erano incaricati di tagliare l’erba di tale campo, al fine così di farla marcire e quindi di provocare di fatto un danno alla proprietà. In un’altra circostanza l’uomo sparse sul sedile della falciatrice operante su tale terreno della benzina. Sul campo agricolo in questione, il 37enne si recava a volte anche a bordo di una motocicletta con la quale effettuava delle manovre intimidatorie in mezzo allo stesso, al fine così di rendersi più convincente e aggressivo, sempre minacciando di morte chi si trovava davanti. L’obiettivo era quella di costringere la proprietà del terreno di vendergli il fondo in questione (al fine così di diventare il proprietario dell’intera area agricola ed estendere in tal modo il maneggio dei cavalli di sua proprietà e dei familiari).

Le indagini dei Carabinieri dimostreranno anche l’esplosione di alcuni colpi d’arma da fuoco nei pressi dell’abitazione dei lavoratori del terreno oggetto di interessi criminali e non solo. Non contento, il 37enne incendierà anche uno stoccaggio di legname a Dalmine riconducibile sempre a tali persone, a ridosso tra l’altro della relativa abitazione (i fatti si sono consumati dal giugno 2018 sino al successivo mese di ottobre). Oltre a questo anche alcuni veicoli in uso a tali soggetti furono destinatari di atti incendiari gravi. G. O., senza alcun scrupolo, aveva anche mostrato a tali persone l’arma da fuoco (una 357) di grosso calibro che era nella sua disponibilità, al fine così di rafforzare la propria capacità intimidatrice. Sempre nell’ordinanza si parla anche del tentativo di costringere la madre di una ragazza, che aveva avuto un breve legame sentimentale con l’uomo, di ritirare la denuncia, arrivando anche in questo caso a minacce di morte.

I Carabinieri della Compagnia di Treviglio, a settembre 2018, arrivarono quindi all’uomo dopo una prima attività di indagine, perquisendo così lo stesso e il maneggio di famiglia dove questi lavora. In tale circostanza rinvennero sulla persona del 37enne, nonché nella sua abitazione, alcuni bossoli di una pistola Winchester calibro 357 magnum. Per le plurime condotte delittuose tenute dal 37enne nei confronti delle famiglie oggetto di tali ripetuti, la Procura della Repubblica di Bergamo ha contestato all’uomo anche il reato di atti persecutori. Si tratta di un individuo violento e pericoloso. Accertato anche l’uso di droga, elemento sicuramente significativo anche a dimostrare la spiccata capacità criminale dimostrata in più occasioni, senza alcuna remora.

Nei prossimi giorni il 37enne verrà sottoposto a interrogatorio di convalida da parte del gip del Tribunale di Bergamo. Nel frattempo i Carabinieri della Compagnia di Treviglio l’hanno portato in carcere in via Gleno.


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