Accademie Belle Arti, pronti 4 milioni
Fondi in arrivo anche a Bergamo

Nella Legge di stabilità 2016 è passato l’emendamento del Pd per il sostegno alle Accademie di Belle Arti: via libera a 4 milioni da suddividere tra 5 Accademie italiane legalmente riconosciute. C’è anche Bergamo.

La notizia è rimbalzata sui social network nella tarda serata di mercoledì 16 dicembre, con un tweet di Elena Carnevali, deputata bergamasca del Pd: «Un’altra bella notizia – si legge nel “cinguettio”, ritwittato anche dal sindaco di Bergamo Giorgio Gori – 4 milioni per le 5 Accademie Belle Arti non statali: Genova, Perugia, Verona, Ravenna e Bergamo! #Stabilità 2016».

I criteri di ripartizione dei fondi non sono stati ancora stabiliti, quindi per conoscere l’importo esatto destinato all’Accademia di Belle Arti «Carrara» di Bergamo (istituzione d’alta formazione artistica gestita dal Comune di Bergamo e legalmente riconosciuta dal 1988) bisognerà aspettare, ma trattandosi di 4 milioni da suddividere tra 5 istituti la cifra sarà verosimilmente considerevole anche per la nostra città. L’emendamento è stato proposto dalla Commissione cultura del Pd.

«È davvero una buona notizia per la nostra città – ha commentato a caldo l’onorevole Carnevali – che conferma la nostra attenzione e il nostro impegno sempre forti in questo settore. È anche un riconoscimento agli sforzi degli enti locali, che nonostante le difficoltà continuano a credere nella cultura e a sostenerla».

E sempre a proposito di Stabilità, è stato approvato anche l’emendamento (25.26) presentato da Elena Carnevali che modificherà il decreto 24/13, aumentando la trasparenza nell’assegnazione dei fondi e evitando possibili conflitti di interesse. Nel testo si prevede inoltre uno stanziamento di 2 milioni di euro per il 2017 e di altri 4 milioni per il 2018 facendo in modo che l’incremento di risorse, rispetto al testo approvato dal Senato, non avvenga prelevandole dal Fondo Sanitario nazionale.

«Questo emendamento - afferma Carnevali - modifica il testo approvato al Senato e consente di sostenere la ricerca clinica condotta da numerosi centri italiani che lavorano nel campo delle malattie rare con cellule prodotte secondo il regime Good Manifacturing Practice,certificato dall’Agenzia italiana del farmaco. La selezione dei migliori protocolli clinici sperimentali avverrà con un bando pubblico e sotto la guida dell’Istituto superiore di sanità e dell’Aifa». «Ma soprattutto - sostiene Carnevali - si modifica l`articolo 2 (commi 2 e 2 bis) del decreto Balduzzi, riguardante il presunto ’metodo Stamina’ tornando ad essere coerenti con gli standard internazionali ai quali dobbiamo far riferimento se vogliamo che la nostra ricerca sia competitiva a livello internazionale. Una risposta concreta e giusta - conclude la deputata Pd - che dovevamo all’appello inviato al Presidente del Senato Pietro Grasso sottoscritto da numerosi ricercatori di cui il Paese deve essere fiero».

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