«Accesso difficile anche nei cantieri» L’allarme lanciato dai costruttori Ance

«Accesso difficile anche nei cantieri»
L’allarme lanciato dai costruttori Ance

«Non arrivano i corrieri, problemi anche con i materiali»: la denuncia delle imprese. Pesenti (Ance): segnalata anche la sospensione di alcuni lavori. Ma le aziende reagiscono: lavoro di squadra eccezionale.

«Non ho avuto neanche il tempo di valutare eventuali danni economici. Ho pensato solo a risolvere i problemi e vedere, per quanto possibile, di restare operativo». I problemi sono quelli che l’emergenza coronavirus sta causando alle aziende bergamasche del settore edilizio. Li racconta Giacomo Algisi, titolare della Perico Renato Costruzioni Edili di Villa di Serio, una delle prime imprese ad aver risposto all’indagine avviata da Ance Bergamo per avere un quadro completo della situazione.

«Abbiamo avuto qualche difficoltà nell’accesso ai cantieri sia privati che pubblici. Abbiamo dovuto dichiarare di essere in buona salute e per alcuni addetti ho fatto anche le opportune verifiche. Ma il problema più grande – spiega Giacomo Algisi - sono i fornitori che non consegnano la merce. Ad esempio abbiamo difficoltà nel reperimento degli acciai speciali. In azienda non arrivano neanche i corrieri».

L’impresa di Villa di Serio – che opera a tutto campo dall’edilizia civile a quella industriale, dalle ristrutturazioni agli adeguamenti sismici - non si è però persa d’animo.

«Dopo una domenica di caos generale e un lunedì non operativo ci siamo messi al lavoro per riorganizzare tutti i cantieri, spostandoci dove potevamo lavorare. Facciamo arrivare il materiale direttamente sul cantiere o nei magazzini di terzi fornitori. In pratica abbiamo delocalizzato lo stoccaggio. Non facciamo rientrare le squadre e teniamo i nostri mezzi in esterno. Il disagio è grande perché non possiamo approvvigionare le attrezzature, ma il lavoro di squadra è stato eccezionale. E di questo devo ringraziare i miei dipendenti, nessuno si è fermato un secondo. La psicosi del coronavirus non ci ha toccato. Direi che la caparbietà bergamasca ha fatto il resto. Alla valutazione dei danni penseremo poi».

Testimonianze simili

Una testimonianza in linea con le altre che Ance Bergamo sta raccogliendo in questi giorni: «Le prime segnalazioni ricevute – commenta la presidente, Vanessa Pesenti - evidenziano criticità relative all’ingresso in cantiere di lavoratori provenienti dalle zone della bergamasca ritenute a rischio, al rinvio di alcuni lavori e alla sospensione delle attività di manutenzione di alcuni impianti e stabilimenti. Iniziamo inoltre a riscontrare difficoltà nell’approvvigionamento di materiali e ritardi nel rilascio di autorizzazioni, a seguito del rallentamento delle attività negli uffici pubblici».

«Ci siamo attivati a tutti i livelli – precisa Pesenti - d’intesa con il presidente di Ance Lombardia, Luca Guffanti e l’assessore regionale allo Sviluppo economico, Alessandro Mattinzoli, affinché siano adottate misure straordinarie in grado di supportare le imprese in difficoltà, con particolare riferimento al potenziamento dello strumento degli ammortizzatori sociali ed ai ritardi nell’esecuzione dei lavori pubblici e privati non imputabili alle aziende”.

E sulla questione si è mossa anche Ance nazionale. «Ci vogliono equilibrio e razionalità. Giusto il rispetto delle misure di prevenzione sanitaria, ma coniugandole con un ritorno alla normalità e scongiurando il panico generalizzato che sta bloccando il settore delle costruzioni italiano in casa e in tutto il mondo e di conseguenza l’intera economia del Paese». Queste le parole del presidente di Ance nazionale, Gabriele Buia, sugli effetti dell’allarme Covid-19 in Italia.

Questo ulteriore blocco dell’attività si aggiunge a 11 anni di crisi e all’assenza di misure organiche per far ripartire concretamente il settore come Ance chiede da tempo. Per l’associazione serve un pacchetto di misure urgenti a sostegno delle imprese e dei territori più colpiti, ma anche provvedimenti strutturali immediatamente operativi e necessari per rimettere in moto il Paese, come la semplificazione delle procedure. A cominciare dalla eliminazione di quelle misure che affliggono le imprese con maggiori oneri e adempimenti burocratici, come ad esempio l’art.4 dell’ultimo decreto fiscale.


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