Affermazioni diffamatorie online Il Comune denuncia una bergamasca

Affermazioni diffamatorie online
Il Comune denuncia una bergamasca

Il Comune di Bergamo ha deciso di presentare ai carabinieri una denuncia per diffamazione contro una donna di Bergamo che in un video, divenuto virale in rete, metteva in dubbio l’elevata mortalità nella nostra provincia a seguito dell’emergenza covid-19.

Il Comune di Bergamo ha deciso di denunciare per diffamazione una bergamasca, che in un video su Youtube, diventato in poco tempo virale, aveva fatto delle dichiarazioni molto forti sull’emergenza covid nella nostra città. Affermazioni false che, secondo l’amministrazione comunale bergamasca, non solo ledono l’immagine della città, ma soprattutto sono un oltraggio al dolore di migliaia di bergamaschi che hanno subito la tragedia del lutto dei loro cari.

Nel video la donna mette in dubbio i numeri ufficiali sulla mortalità per covid-19 nella bergamasca e per dimostralo afferma che all’inizio dell’epidemia siano state fatte chiudere il 47% delle agenzie di pompe funebri della provincia e che sia questo il motivo pre cui quelle rimaste attive avessero difficoltà nell’evadere tutte le richieste. Affermazione palesemente falsa, come fanno sapere dal Comune, e senza alcun fondamento. «Le agenzie funebri hanno sempre lavorato tutte durante l’emergenza covid, cercando di svolgere al meglio la loro professione e lo hanno fatto anche rischiando il contagio»

Sempre nello stesso video la donna afferma che «hanno dovuto chiamare i camion militari perchè le bare puzzavano e non potevano essere trasportate nei carri funebri normali». Anche su questa affermazione il Comune è chiaro: «È stato deciso di utilizzare i camion dell’Esercito per riuscire a trasportare l’ingente numero di bare, il cimitero di Bergamo era diventato anche il punto di raccolta dei defunti di una buona parte dei comuni dell’hinterland, e lo si è fatto anche per non dover addebitare alle famiglie dei defunti il costo di trasporto in forni crematori al di fuori della Regione».

Il video «incriminato» è stato rimosso da Youtube nelle scorse ore.


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