Alla scoperta dei tesori della Bergamasca Le Giornate di Primavera del Fai
La foto scelta dal Fai per l’edizione 2019 delle Giornate di Primavera

Alla scoperta dei tesori della Bergamasca
Le Giornate di Primavera del Fai

Una grande festa dei beni culturali aperta a tutti, anche in città e in provincia moltissime le iniziative in programma per tornare ad apprezzare il patrimonio storico, artistico e culturale.

Tornano le Giornate Fai (Fondo ambiente italiano) di Primavera, la manifestazione nazionale dedicata alla riscoperta del patrimonio storico, artistico e culturale del nostro Paese. Una grande festa dei beni culturali aperta a tutti e alla quale in 26 anni di storia hanno partecipato più di dieci milioni di Italiani che hanno avuto l’opportunità di visitare oltre 12.000 luoghi spesso inaccessibili ed eccezionalmente visitabili in più di 5.000 città di tutta Italia.

Anche Bergamo fa la sua parte. In città apertura dell’ex carcere di Sant’Agata (visite dalle 9,30 alle 13 e dalle 14 alle 18) e di Palazzo Moroni in via Porta Dipinta 12 (visite dalle 9,30 alle 12,30 e dalle 14 alle 18).

Molte le iniziative anche in provincia, che permetteranno di visitare i piccoli grandi tesori della Bergamasca: tra gli altri, il santuario della Madonna del Pianto ad Albino, la Cappella bramantesca del Santo Sacramento a Caravaggio, l’Accademia Tadini a Lovere, il Castello Giovanelli a Luzzana, la Fucina di Teveno a Vilminore di Scalve.

«Partecipare alle Giornate Fai di Primavera – spiegano gli organizzatori – significa fare un gesto concreto a tutela del patrimonio d’arte e natura. A fronte di ogni visita effettuata i nostri volontari chiedono un contributo facoltativo, a partire da 2, 3 o 5 euro, a sostegno di quella missione in cui il Fai si impegna da oltre quarant’anni: la cura, la tutela e la valorizzazione dei luoghi e delle storie che rendono unico il nostro Paese».

Troverete tutti gli appuntamenti su «L’Eco di Bergamo» in edicola domenica 24 marzo oppure acquistando a 0,99 euro una copia digitale del quotidiano sul sito www.ecodibergamo.it


© RIPRODUZIONE RISERVATA