Ancora mascherine e no assembramenti Speranza: proroga misure  fino al 31 luglio

Ancora mascherine e no assembramenti
Speranza: proroga misure fino al 31 luglio

«Il governo intende adottare un nuovo Dpcm che proroga le misure vigenti fino al 31 luglio. Le principali sono: l’obbligo di indossare la mascherina nei luoghi chiusi, l’obbligo di rispettare i protocolli di sicurezza definiti per la riapertura dei luoghi di lavoro, il divieto di assembramenti, le sanzioni penali per chi viola la quarantena, il divieto di ingresso o quarantena per paesi extra-Ue e controlli più stringenti su aeroporti, porti e luoghi di confine». Lo ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza, nel corso delle comunicazioni al Senato.

«Ogni misura di divieto di ingresso in Italia è una decisione che assumiamo con dolore ma sono scelte necessarie. L’Italia vuole isolare il virus, non i paesi colpiti nei confronti dei quali riconfermiamo la massima disponibilità di aiuto e cooperazione. Siamo al lavoro per corrispondere positivamente alle tante richieste di aiuto che ci giungono da nazioni in difficoltà. L’Italia farà la sua parte. Nessuno si salva da solo» ha detto in Senato il ministro della Salute Roberto Speranza. Confermata la quarantena per gli arrivi extra-Ue: «Abbiamo scelto la linea della massima prudenza: il divieto di ingresso e transito in Italia riguarda ad oggi chi nei 14 giorni antecedenti ha soggiornato e transitato in 13 Paesi. Aggiorneremo costantemente la lista. Per tutti gli arrivi dai paesi extra-Ue ed extra-Schengen abbiamo confermato la quarantena per 14 giorni».

«Persistono rischi non teorici ma concreti che muovendoci con grande prudenza possiamo ridurre sensibilmente, ma mai azzerare del tutto. Sono rischi che le nostre rilevazioni settimanali mettono chiaramente in evidenza pur dentro un quadro nazionale che, anche questa settimana, rileva un indice Rt inferiore ad 1» ha proseguito

«A seguito di diversi piccoli focolai che si sono manifestati in questi ultimi giorni sono passate da 1 a 5 - ha precisato - le regioni con un indice superiore ad 1 (Veneto, Piemonte, Emilia Romagna, Toscana e Lazio) e conviviamo con piccole catene di contagio di cui non sempre è nota l’origine».

Un commento su settembre: «La scuola è una delle attività a maggior rischio e per questo motivo dobbiamo concentrare ogni attenzione sulle riaperture di settembre. Il personale scolastico sarà sottoposto a indagine sierologica, è allo studio un modello di test molecolari a campione per tenere sotto controllo la popolazione studentesca» ha detto il ministro della Salute.

Sull’eventuale proroga dello stato di emergenza, in scadenza proprio il 31 luglio, Speranza ha precisato che «al momento nessuna decisione è stata assunta, dovrà riunirsi il Consiglio dei Ministri e sono convinto che il Parlamento debba essere protagonista del percorso decisionale». Il ministro ha poi ribadito come l’Italia non sia ancora in un porto sicuro, «non siamo ancora al riparo. Il virus, anche se in forma ridotta continua a circolare. Non possiamo abbassare la guardia, non dividiamoci su questo, vi prego. Il dato dei contagiati cresce ovunque, nel nostro pianeta il Covid ha colpito un cittadino ogni 650 abitanti. È un nemico che non abbiamo ancora sconfitto - ha proseguito - e continua a mietere vittime. Il virus non conosce confini regionali, nazionali e internazionali. In Italia siamo sulla strada giusta, conosciamo sempre di più il virus e abbiamo adottato misure di prevenzione territoriale, ma non facciamoci illusioni, non esiste il rischio zero senza il vaccino».

E proprio riguardo al vaccino ha assicurato come l’Italia sia in pienamente campo per assicurarlo a tutti i cittadini, in quanto è «un diritto di tutti, un bene globale e non un privilegio di pochi». Speranza ha però ricordato come le scelte fatte abbiano salvato migliaia di vite umane, «abbiamo indicato una rotta di navigazione nella tempesta, seguita oggi da tutto il mondo. Chi ha fatto scelte differenti sta pagando un prezzo altissimo ed è ancora dentro la tempesta».

Il governo è impegnato su «quattro fronti prioritari». «Innanzitutto il vaccino: il nostro paese - ha rilevato Speranza -è pienamente in campo per assicurare, al più presto, il vaccino a tutti i cittadini». Il secondo fronte sono gli ospedali Covid: «Mi fa molto piacere informare il parlamento che entro pochi giorni, entro la fine della prossima settimana, il ministero avrà terminato l’esame di tutti i progetti pervenuti dalle regioni per gli ospedali Covid. Conseguentemente saranno trasmessi al commissario all’emergenza per mettere in essere, con procedure straordinarie, tutti gli adempimenti necessari per la loro rapida realizzazione». Terzo fronte è «aumentare il personale sanitario e rafforzare il territorio: siamo arrivati al momento a 29.433 assunzioni di cui 6330 medici, 13.607 infermieri, 6476 Oss. Il prossimo passo, con l’adozione definitiva del decreto rilancio, sarà l’assunzione a tempo indeterminato di 9600 infermieri di comunità». La quarta priorità, ha concluso, è «l’apertura in sicurezza della scuola»


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