Assunti e licenziati per la disoccupazione  Maxi truffa all’Inps, c’è un bergamasco
La procura di Brescia ha scoperto una presunta truffa all’Inps che coinvolge oltre 60 persone

Assunti e licenziati per la disoccupazione

Maxi truffa all’Inps, c’è un bergamasco

Accusato di associazione a delinquere anche un 75enne della città, perquisiti casa e ufficio: stranieri assunti e licenziati per avere la disoccupazione.

C’è anche un bergamasco, Vittorio Ravizza, 75 anni residente in città, con precedenti specifici, tra i 60 indagati in una maxi inchiesta della procura di Brescia per associazione a delinquere finalizzata alla truffa ai danni dell’Inps. Ieri mattina gli agenti della polizia locale, su delega dei colleghi della polizia provinciale di Brescia, hanno perquisito la sua abitazione in centro e il suo ufficio, sequestrando documenti ritenuti «preziosissimi» per le indagini. Prelevati computer, cellulari, hard disk e materiale cartaceo che a una prima lettura darebbero riscontro alle ipotesi investigative.

Per gli inquirenti il bergamasco avrebbe avuto un ruolo chiave nell’organizzazione, fungendo da titolare di una società cartiera, di fatto inesistente, che avrebbe assunto centinaia di extracomunitari per poi licenziarli e dar loro modo di ottenere sia il permesso di soggiorno sia le indennità di maternità e disoccupazione erogate dall’Inps.

Un danno di almeno duecentomila euro per il sistema previdenziale e facili guadagni per gli organizzatori. Sono una sessantina gli indagati in quest’ultima tranche dell’indagine, coordinata (come le prime due, che hanno visto un centinaia di indagati e si stanno avviando a conclusione) dal pm di Brescia Ambrogio Cassiani: ci sono sia stranieri, che beneficiavano dei permessi di soggiorno e delle indennità, sia gli italiani che procuravano loro i documenti.


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